
Il consiglio di amministrazione di Parmalat, presieduto da Enrico Bondi, dice no all’Opa lanciata dai francesi di Lactalis. Quello che non piace agli amministratori della società è prima di tutto il prezzo offerto - 2,6 euro in contanti per azione - poi le caratteristiche industriali di Lactalis che secondo il cda non si sposerebbero bene con Parmalat.
Non è un segreto che Enrico Bondi non gradisce l’assalto francese al fortino Parmalat e farà di tutto per convincere l’azionariato a respingere questa offerta e confermare la fiducia nell’attuale compagine che ha guidato la società fuori dallo scandalo finanziario targato Calisto Tanzi e le ha permesso di diventare un boccone appetibile anche per un big del settore come Lactalis.
Dopo il via libera della Consob e il sì dei sindacati, che hanno giudicato accettabile l’offerta francese, il cda ha manifestato il proprio no, motivandolo perché
«ha esaminato il documento d’offerta e, anche considerata l’analisi svolta dall’advisor finanziario Goldman Sachs International, ha ritenuto che il corrispettivo offerto non rappresenti il valore del capitale economico di Parmalat nel contesto di un’operazione di presa di controllo».
Anche se la normativa, quindi, non consente azioni di disturbo da parte degli amministratori in carica, questo no potrebbe pesare sulle scelte degli azionisti. Oltre al prezzo, infatti, il cda punta il dito sull’integrazione fra le attività lattiere dei due gruppi: si otterrebbero sì alcuni risparmi, ma Parmalat otterrebbe pochi vantaggi dal momento che entrerebbe in mercati già maturi e con pochi margini di crescita, come la Francia e la Spagna.
Nel frattempo comunque si attende anche un giudizio del Tar, cui si sono rivolti Codacons e Associazione Utenti Servizi Finanziari, Bancari e Assicurativi, per ottenere la sospensione dell’intera operazione. Il ricorso contesta la violazione dei principi del Testo Unico della Finanza e del Regolamento Emittenti, e sostiene che l’offerta non è abbastanza trasparente e non consente scelte consapevoli per nessuno dei soggetti coinvolti nell’opa: investitori, Parmalat, parti sociali e consumatori.
Ma che cosa offre Lactalis? L’Opa vale 3,4 miliardi e punta a ottenere almeno il 55% della società, in cui saranno integrate tutte le attività lattiero-casearie di Lactalis e quelle attuali di Parmalat, per creare un colosso internazionale che comunque resterà quotato in Borsa a Milano. Anche se l’adesione all’Opa fosse superiore al 90%, infatti, il nuovo socio di maggioranza reintegrerebbe il flottante per mantenere la società nelle contrattazioni. Adesso la parola spetta ai piccoli e piccolissimi soci, se le carte bollate non ci si metteranno di mezzo.
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