
Pronti, via: al debutto la nuova Fondiaria-Sai che grazie all’aumento di capitale deciso a maggio potrà rientrare nei parametri di patrimonializzazione stabiliti dall’Isvap. Sfumata l’operazione Groupama, però, il prezzo per ottenere il sostegno di Uncredit, ormai vitale, è stato difficile da accettare, anche simbolicamente, ma inevitabile: ai vertici della società, formalmente come direttore generale ma con amplissime deleghe, è arrivato Piergiorgio Peluso, l’uomo Unicredit incaricato finora di seguire i grandi clienti industriali.
Peluso, che si era ritrovato in Unicredit a seguito della fusione con Capitalia (era stato a capo del Mediocredito centrale) ha ricevuto dal cda di Fondiaria-Sai deleghe molto ampie, che fanno di lui un vero e proprio capo operativo della società, in particolare per quanto riguarda le partecipazioni finanziarie e in generale la finanza: fanno capo a lui amministrazione e bilancio, controllo di gestione e pianificazione strategica, finanza di gruppo, immobiliare, M&A e partecipazioni, risorse umane, organizzazione e procurement.
Un vero e proprio tornado per la famiglia Ligresti, che comunque ha dovuto accettare obtorto collo questa forma di tutela gestita così da vicino, in cambio del sostegno di Unicredit per l’aumento di capitale. Del resto per don Salvatore i per i figli Giulia, Paolo e Jonella (questi ultimi tre nella foto) c’era poco da fare, visti anche i pessimi conti della società e i malumori degli azionisti di minoranza per alcune operazioni finanziarie poco gradite e poco inerenti all’attività principale di Fondiaria-Sai. Ora per la società parte una fase nuova, con maggiore attenzione alle operazioni straordinarie, specie con parti correlate, e l’impegno a tornare all’utile entro il 2012.
La valutazione di Standard and poor’s rimane molto severa: l’agenzia ha confermato il rating di BBB- e, anche se ha eliminato il creditwatch negativo, conferma le incertezze sulle prospettive della società.
La prima mossa dopo l’insediamento di Peluso potrebbe essere la cessione della partecipazione in Impregilo, in cui Fondiaria ha una quota attraverso la finanziaria Igli, che possiede poco meno del 30% di Impregilo. La quota di Fondiaria in Igli, il 33%, secondo fonti di stampa potrebbe finire agli altri soci Atlantia e Benetton e, anche se Fondiaria rischia di rimetterci sulla quotazione, gli analisti guardano con favore a un’uscita della compagnia assicurativa da un business che non le appartiene.
Rimane da capire quanto sia stato conveniente per Unicredit spendersi tanto per salvare i Ligresti; e soprattutto che cosa ne diranno gli azionisti alla prossima assemblea dei soci. Potrebbero anche non aver gradito una scelta di Unicredit che ha investito ulteriori capitali su un unico cliente.
jkoo
07 giu 2011 - 09:33 - #1Scusate ma chi sono le due ”zoccolone” ai lati di Peluso?
ops11
10 giu 2011 - 21:56 - #2Il tipo che si trova al centro delle ” zoccolone” come le chiami tu,si chiama Paolo Ligresti e ai lati si trovano le due sorelle…..ahahahahahaahhaha…
jkoo
11 giu 2011 - 13:45 - #3Ah, praticamente la 2a generazione della ‘mafia’ che è oramai entrata di diritto nel salotto buono della finanza……..