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Bitcoin, una bolla che non può esplodere?

Pubblicato: 20 giu 2011 da Administrator

Commenti dei lettori

bitcoin bollaDei BitCoin si parla non da poco, ma solo ora si inizia a temere una bolla per la crittovaluta che permette di eliminare tutti gli intermediari nelle transazioni con denaro elettronico. Si legge qualcosa a riguardo per esempio sul New York Observer. Per chi di voi non conoscesse i Bitcoin vediamo di fare un breve riepilogo.

Si leggeva una spiegazione veloce su La Stampa pochi giorni fa:

Per i critici è una minaccia alla sicurezza e alla stabilità dei mercati. Ma per molti rappresenta un passo decisivo verso l’indipendenza da governi e istituti di credito. Non lascia tracce, non può essere falsificato e non soffre di inflazione. Stiamo parlando del bitcoin (…) Ideato nel 2009 da un anonimo studente giapponese che si nasconde dietro lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, bitcoin è nato come mezzo di baratto tra gli hacker. Ora sta rapidamente conquistando il Web

Ok, direi che anche i neofiti ora si sono fatti un’idea. Vediamo cosa racconta invece il NY Observer dopo il salto.

La forza dei bitcoin in cosa sta? C’è un video che lo riassume perfettamente:

Il più forte “pro” è sicuramente l’eliminazione degli intermediari. Niente banche, niente costi se si decide di accettare per il proprio shop online i bitcoin, tutto gratuito e “open”. Per i più affezionati alla propria privacy, c’è anche l’anonimato totale della transazione a favore di questa nuova valuta.

Il NY Observer racconta della “corsa all’oro” che si è scatenata. Già, perché come possiamo entrare in possesso di questi bitcoin? O li acquistiamo da qualcuno che ne possiede già al tasso di cambio del momento - salito ininterrottamente e crollato in una specie di “venerdì nero” digitale pochi giorni fa - oppure possiamo darci al “mining”. Qui è Wikipedia a fornirci una spiegazione del procedimento con il quale grazie alla GPU del nostro computer, possiamo generare denaro:

La rete Bitcoin crea e distribuisce in maniera completamente casuale un blocchetto di monete all’incirca sei volte l’ora, nei confronti di chi tiene abilitata l’opzione “genera bitcoin” nel proprio client. Oltre al client ufficiale esistono dei programmi specializzati che sfruttano la potenza delle GPU per avere più probabilità di ottenere i bitcoin. L’attività di generazione di bitcoin viene spesso definita come “mining”, un termine analogo al minare oro. La probabilità che un certo utente riceva un blocchetto di monete dipende dalla potenza computazionale che aggiunge alla rete, relativa al potere computazionale della rete nella sua interezza. Il numero di bitcoin creati per blocco non è mai più di 50 BTC (a cui è possibile aggiungere un costo per la transazione), e tale quantità è programmata per diminuire nel tempo fino ad arrivare a zero, in modo tale che non verranno mai creati più di 21 milioni di bitcoin in totale. Man mano che la ricompensa per i propri calcoli diminuisce nel tempo, gli utenti saranno motivati a contribuire con le loro capacità di calcolo con nodi che generano blocchi guadagnando sui costi delle transazioni

In estrema sintesi, voi donate parte della capacità di calcolo del vostro pc alla rete bitcoin, in cambio, ricevete valuta virtuale. Questa valuta poi volendo potete scambiarla con euro o dollari. “Get rich, or die mining”, mette in guardia Bitcoin accidents, un sito che racconta dei “problemi” insiti in questo genere di impresa.

Bruce Wagner è uno dei “profeti” dei Bitcoin, non dice quanto, ma ci ha investito sicuramente molto. Ecco cosa spiega al NYO

“È una bolla, ma una bolla che non può esplodere, che continuerà solo a crescere, crescere, crescere” spiega. Aveva previsto che i Bitcoin sarebbero arrivati a valere dieci dollari alla fine di maggio: il 1° giugno erano a $9.999. Ora dice che saliranno fino a toccare quota 100$ alla fine del mese, e 10mila a fine anno. “È come se fossimo tornati ai primi giorni delle dot.com”

Troppo ottimista, forse. Il recente venerdì nero digitale ha più che dimezzato il valore dei Bitcoin passati da 33 a 14 dollari. Oggi è ancora intorno a quella cifra, date un’occhiata alle quotazioni: per un bitcoin servono 11.9183 euro, oppure 14.2797 dollari.

Su Punto Informatico
, si approfondisce il “venerdì nero digitale” che ha più che dimezzato il valore dei Bitcoin

Ora, poi, da moneta di una stretta cerchia informatica sta raggiungendo una modesta diffusione, tanto che dovrebbero esserci 6.539.450 crittomonete in circolazione e una delle più grandi transazioni recenti ha visto passare di mano fino a 2 milioni di dollari, fino a superare un valore di scambio di 33,11 euro.

A questo estemporaneo successo, tuttavia, è seguita anche la prima improvvisa crisi già rinominata “il Venerdì Nero digitale”, che l’ha vista cadere in un giorno solo di più del trenta per cento, fino a farla arrivare a stazionare nei giorni successivi intorno ai 14 dollari.

Vedremo se si rialzerà: intanto qualche dubbio sulla valuta elettronica onestamente rimane. Prima di tutto, perché sta avendo oscillazioni ben più imprevedibili di una valuta tradizionale, secondo, perché sembra che anche per questo nuovo modo di intendere il denaro comincino a verificarsi le stesse identiche speculazioni della finanza “classica”. Ma l’idea resta buona, e la strada tracciata è pronta per essere seguita, scrive TechCrunch

Bitcoin è una grande conquista, ma è ancora pionieristica, non ci si può fermare lì. Potrebbe essere il trampolino di lancio per qualcosa di nuovo in futuro (…) la buona notizia è che nel lungo periodo, più folli saranno gli alti e bassi dei bitcoin, più potremo imparare, evitando di ripetere gli errori del passato

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di sandro-kensan

    sandro-kensan

    20 giu 2011 - 17:23 - #1
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    Di solito perdo più il mio tempo per commentare che per leggere gli articoli, anche questa volta è così. In particolare mi sono fermato dopo il secondo capoverso in cui si dice:
    «Si leggeva una spiegazione veloce su La Stampa pochi giorni fa:
    Per i critici è …»

    …e qui mi sono bloccato, mi sono chiesto ma sarà possibile spiegare i bitcoin iniziando dalle voci che li criticano? Non so, sarò io che non capisco ma mi pare che è come spiegare la Democrazia iniziando dalle critiche che vengono dalle dittature, è un rovesciamento, un ribaltamento, un modo per non informare.

    Comunque fate vobis. Io mi fermo qua.

  • Profilo di caligola

    caligola

    20 giu 2011 - 19:24 - #2
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    Io invece ho trovato l’articolo interessante perché comunque riassume svariati link riguardo ai bitcoin insieme. Inoltre non dimentichiamo che l’articolo parla della BOLLA dei bitcoin, non dei bitcoin. Si sarebbe potuto tranquillamente dare per assodato cosa questi siano (o al massimo fare un collegamento a wikipedia), d’altronde siamo su finanzablog, non su soldiblog.

  • AnonNNNNNNNimo

    21 giu 2011 - 11:23 - #3
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    @1 “critico” in italiano non ha solo significato negativo: ci sono anche “le positive critiche” ad un libro, un film ecc…

  • affar . info

    21 giu 2011 - 17:20 - #4
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    a prima vista, più che una BOLLA sembra una BALLA