
Gli alti dirigenti di banche e assicurazioni in Europa stanno incassando ancora bonus “troppo alti”, che fanno immaginare profitti eccessivi per il settore finanziario, anche dopo lo scandalo dei derivati e gli aiuti pubblici decisi dai governi.
I bonus molto elevati che ancora vengono pagati ai banchieri suggeriscono che ci sono utili eccessivi nel settore.
Lo ha detto il Presidente della Commissione europea José Manuel Durao Barroso commentando i risultati delle principali istituzioni finanziarie e i compensi dei dirigenti di più alto livello, cresciuti anche del 36% l’anno passato secondo la classifica stilata dal Financial Times. Per esempio l’amministratore delegato di JP Morgan, Jamie Dimon, ha visto il proprio salario arrivare a 21 milioni di dollari, 15 volte tanto rispetto al reddito del 2009.
Da parte sua Lloyd Blankefein, direttore generale di Goldman Sachs, ha incassato 14,1 milioni di dollari e Frédéric Oudéa, di Société Génerale, 2,3 millones, il 50% in più rispetto al 2009. Risultati che lasciano immaginare un mare di profitti per banche e assicurazioni: soldi che vengono dai consumatori/clienti e che forse indicano un funzionamento poco efficace della concorrenza.
Sotto questo profilo Barroso ha annunciato nuove iniziative per rendere più omogeneo il mercato europeo della finanza e costringere banche e assicurazioni a partecipare in misura maggiore al bene comune e contrastare gli effetti della crisi economica: a cominciare da una tassa valida in tutta l’Unione Europea per contrastare la speculazione finanziaria.
Gli obiettivi di questa iniziativa sono tre: disincentivare le transazioni finanziarie troppo rischiose o puramente speculative; garantire che le istituzioni finanziarie diano un contributo sostanziale e giusto ai costi della crisi recente e rispondere alle preoccupazioni su utili eccessivi (le transazioni finanziarie sono esenti da Iva, ricorda Barroso); infine evitare la frammentazione nel mercato interno dei servizi finanziari.
Finora, infatti, ben 10 stati membri hanno introdotto tasse sulle banche, ma lo hanno fatto in modo scoordinato: l’iniziativa comune, quindi, servirà a realizzare ciò che non è stato possibile introdurre a livello globale nel G20. In Italia intanto si discute di una possibile revisione delle aliquote per le rendite finanziarie.
Adesso si paga solo il 12,5% sul capital gain, sui buoni del Tesoro e sulle obbligazioni, mentre l’aliquota sugli utili dei conti correnti è al 27%. Per allinearsi con la tassazione europea sarebbe opportuno un riequilibrio attorno al 18/20% sia per le rendite sia per i conti correnti. Nell’ipotesi allo studio di Tremonti sarebbero esclusi solo i Bot.
rolandper
24 giu 2011 - 23:44 - #1Abbasso Modis.Persecutori,distruggete l’Europa con le vostre mani ,oggi tra le 12 e le 13 circa e’ colpa vostra tornatevene a casa,abbasso Modis
IL CROWDFUNDING SU AFFAR . INFO
27 giu 2011 - 13:51 - #2evviva le tasse!