Prima c’era da andare in banca, negli orari di apertura, oppure da tenere i soldi sotto il classico materasso: ma con l’invenzione del bancomat le cose cambiarono parecchio. Era il 27 giugno 1967 quando aprì il primo vero bancomat, come lo chiamiamo in Italia, nel mondo anglosassone si chiamano ATM, Automatic Teller Machine. Sorgeva a Enfield Town, nel Regno Unito. BBC ricordava così il quarantennale del 2007:
Fu un inventore scozzese, John Shepherd-Barrom a immaginare una macchina self service che potesse essere utilizzata 24 ore al giorno 7 giorni su 7, per prelavare dal proprio conto in banca. Sua moglie lo convinse anche a usare un pin di quattro cifre, invece di sei come pensava inizialmente, pensando che sarebbe stato più facile da ricordare (…) spiega l’inventore “Sono felice che la mia macchina vada ancora così bene. Mi ricordo che nel 1965 dovevo sempre andare in banca a prelevare il sabato mattina. Un sabato ero in ritardo di un minuto e la banca era già chiusa. Dovetti chiedere al mio meccanico di cambiarmi un assegno. Quella notte iniziai a pensare che ci dovesse essere un modo per avere del contante quando ne avevo bisogno. Pensavo a una macchinetta che distribuiva tavolette di cioccolato in un bar - e di certo anche il denaro poteva essere distribuito così! Nel giro di due anni la mia idea diventò realtà e il primo ATM aprì alla Barclays di Enfield
Il primo bancomat italiano invece? Secondo Repubblica Affari e Finanza apparve alcuni anni più tardi, nel 1976. Proprio come in Inghilterra, non in una metropoli, ma a Ferrara, installato dalla Cassa di Risparmio locale. Varesenews invece dice che è successo tutto ancora dopo, nel novembre 1983.