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Il debito italiano fa paura e costa: Btp ai massimi dall'era Euro

Pubblicato: 15 lug 2011 da alessandro condina

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Buone notizie, buone intenzioni, sacrifici presenti e futuri, ma alla fine i mercati non sembrano soddisfatti e puniscono ancora l’Italia per il suo eccessivo debito pubblico e per l’incapacità di una classe dirigente e politica che non ha agito quando aveva più margini di manovra e maggiore consenso sociale.

Ieri sono dovuti intervenire il Presidente della Repubblica - che ha parlato di “miracolo” per una manovra finanziaria approvata senza assalti alla diligenza e senza troppe polemiche - e addirittura il governatore della Federal Reserve, Ben Bernanke, il quale ha provato a rabbonire gli investitori e tessere le lodi dell’Italia. Ma i risultati sono stati magri.

L’asta dei Btp, in effetti, è andata bene, segno che gli investitori sono ancora disposti ad affidare i loro soldi al Tesoro italiano; il problema è che, in cambio del denaro, pretendono tassi di interesse molto elevati - molto più elevati anche rispetto a qualche mese fa - che a loro volta peseranno sul debito pubblico perché generano interessi più alti. Alla fine della giornata lo spread fra i Btp e i Bund tedeschi è aumentato “solo” di pochi punti, ma comunque la differenza è superiore al 3%.

I Btp a 15 anni sono stati collocati a un tasso del 5,90%, i livelli più alti dalla nascita dell’Unione monetaria europea. Di conseguenza il Tesoro dovrà pagare interessi alti e lo stato dei conti pubblici risentirà anche di questo elemento ulteriore di debolezza: non sono bastati una manovra finanziaria irrobustita e neppure la dimostrazione che l’Europa non assiterà senza intervenire al crollo di fiducia nei confronti del debito italiano.

Se infatti paesi relativamente piccoli come Irlanda, Grecia e Portogallo non sono davvero una minaccia per l’equilibrio europeo, nessuno può permettersi un default dell’Italia, nemmeno gli Stati Uniti che a loro volta devono fare i conti con un debito pubblico sempre più fuori controllo. Il problema è che l’Europa non ha gli strumenti politici per agire in fretta e con decisione: e dovrebbe forse decidersi a crearli!

Finanza ed economia si intrecciano a questo punto e non è possibile tenere distinti e distanti i due piani, come spiega con molta chiarezza anche Guido Tabellini sul Sole24Ore. L’Unione Europea ha bisogno di un meccanismo per tutelare i paesi più grandi con un alto debito pubblico: in una situazione di mercati finanziari tranquilli non ci sarebbero problemi, ma con mercati “isterici” e in fondo a bassa liquidità, il pericolo è reale.

L’Italia ha bisogno di raggiungere il pareggio di bilancio per ridurre anche il debito, in un arco di tempo più diluito; ma questa manovra non può essere troppo punitiva, altrimenti ci scordiamo la crescita economica, che già stenta e non da ieri. La crisi greca ha acuito i problemi e acceso i riflettori anche sull’Italia. Da piccoli investitori potremmo anche essere allettati da Btp quindicennali al 5,90%, ma se poi non possiamo rivenderli sul mercato secondario - a meno di perderci - il vantaggio è presto finito. E il deterioramento del quadro generale non può che danneggiare tutti. Non rimane che sperare nelle capacità dei nostri governanti; o in alternativa nel convincere i tedeschi a occuparci di noi e mettere le cose a posto. Forse è questa l’unica strada.

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1 commento

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  • w w w . a f f a r . i n f o

    18 lug 2011 - 04:13 - #1
    0 punti
    Up Down

    per forza, per vent’anni abbiamo avuto al governo ed al Tesoro SOLO “tagliatori di teste”