
Un fondo salva-stati (Efsf) rafforzato fino a 440 miliardi con la possibilità di acquistare titoli di stato dei paesi europei sia sul mercato primario - come adesso - sia, in aggiunta, su quello secondario, per spuntare le unghie alla speculazione e consentire agli stati di rifinanziarsi sul mercato.
Per i paesi in crisi - Irlanda, Grecia e Portogallo - arriva la riduzione dei tassi di interesse attorno al 3,5% per rendere possibile la restituzione dei debiti senza strozzare l’economia. La Grecia - e solo la Grecia, sottolineano sia i politici sia i mezzi di informazione - potrà scambiare alcuni titoli in scadenza con nuovi titoli: in pratica quello che potrebbe essere inteso come un default selettivo su una parte di debito greco, anche se l’adesione allo scambio (swap) sarà comunque volontaria.
A Berlino i capi di stato e di governo dell’Unione Europea hanno trovato un accordo, soprattutto grazie all’intesa tra la cancelliera tedesca Merkel e il presidente francese Sarkozy, e hanno deciso un nuovo piano di salvataggio da 109 miliardi di euro cui - e questa è una novità - parteciperanno anche i privati per una somma fino a 39 miliardi: saranno obbligazionisti e banche che potranno rinunciare preventivamente a una parte dei soldi che hanno sottoscritto in cambio del salvataggio greco.
Un piano di scambio e il rollover prevedono nuovi bond a 30 anni, con tassi al 4 per cento che potrebbero aumentare fino al 5,5 per cento. Gli altri due piani di scambio, invece, uno da 15 e l’altro da 30 anni, comportano una riduzione del 20 per cento del valore dei titoli di stato, a fronte di cedole più alte, attorno al 5,9-6,8%.
Quel che è più importante: l’Efsf diventa l’embrione di un Fme, un Fondo monetario europeo che affiancherebbe l’Fmi per operare solo nel mercato del Continente. Il piano di salvataggio con default è limitato alla Grecia, mentre gli altri paesi in crisi avranno l’opportunità di una riduzione dei tassi. Quanto alla Spagna e all’Italia l’Efsf potrà apire linee di credito e comunque acquistare titoli di stato per rallentare la speculazione. Un impegno che sembra convincere i mercati, almeno per adesso.
sternig
24 lug 2011 - 23:56 - #1Gli stati che hanno debiti elevati devono impegnarsi a ridurli, come sono affari loro, non esiste proprio che altri paesi debbano farsi carico degli errori altrui commessi spessi in malafede, non esiste che altri paesi virtuosi debbano fare fronte alle mancanze di altri che non sono rigorosi ed efficienti.
Fossi un cittadino di paesi comne la Germania, Austria, Finlandia o Olanda non avrei dubbi nel mandare a quel paese UE e tutto il carrozzono di parassiti mediterranei, capaci solo di farfe disastri e porcherie di ogni genere.
E’ ora di farla finita con la solita musica dei paesi del ClubMed che anno dopo anno, decennio dopo decennio dimostrano di essere sempre i soliti impiastri, totalmente inaffidabili e incopetenti.