Cuneo Fiscale, differenza tra costo del lavoro lordo e retribuzione netta. In altre parole il cuneo è la differenza tra i costi sostenuti dall’azienda per l’assunzione e mantenimento in attività di un lavoratore (salario e contributi) ed il reddito che rimane al lavoratore dopo aver pagato le tasse e le indennità. Ebbene, secondo l’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, il cuneo fiscale in Italia è del 45,4% mentre la media dei 30 Paesi OCSE è al 37,3% circa. Considerando l’IRAP poi, questo valore salirebbe al 52,7%. In Germania il cuneo è del 51,77%, in Francia del 50,05%.
Al primo posto c’è invece il Belgio con il 55,43%. Del “cuneo” si sentirà parlare molto dopo le elezioni: sono in molti a concordare sul fatto che il modo migliore per ridare competitività al sistema Italia è un taglio del cuneo fiscale, una manovra che avrebbe gli stessi vantaggi, ma anche gli stessi problemi (si tratta di una manovra non strutturale e quindi che rischia di sortire un effetto solo temporaneo) di una svalutazione della moneta. Ma l’accordo tra le parti sociali si ferma sulla necessità di fare qualche cosa in questo senso.
Secondo gli industriali infatti a beneficiare del taglio del cuneo dovrebbero essere le imprese, con successivi effetti benefici di ricaduta anche sui lavoratori (imprese + competitive = + più export = + lavoro per tutti) mentre ovviamente per i sindacati a beneficiare del taglio del cuneo dovrebbero essere i lavoratori, i quali, grazie al maggior reddito disponibile, farebbero aumentare i consumi e quindi anche l’attività produttiva. Il fatto che se ne parli è comunque positivo, ma al tempo stesso preoccupante. Perchè valutare infatti l’applicazione di misure straordinarie, paragonabili ad una svalutazione della moneta, se le cose non fossero veramente disperate? Ancora una volta si apre quindi il dibattito su quale sia in realtà la situazione dell’Italia: fuori dal tunnel della recessione e con i conti pubblici in ripresa o sull’orlo del precipizio?
Marco
30 mar 2006 - 20:46 - #1Sull’argomento segnalo un sito interessante, scritto da economisti e docenti universitari.
www.lavoce.info
dove tra l’altro si parla anche delle aliquote sui titoli di stato.