
Niente di fatto: il Congresso americano non riesce a trovare un accordo per evitare l’insolvenza del debito pubblico che incombe dal 2 agosto, in assenza di un rialzo del tetto deciso dal mondo politico. La Camera a maggioranza repubblicana e il Senato guidato dai democratici viaggiano su binari divergenti e non sembrano in grado di raggiungere un’intesa da presentare al Presidente Barack Obama.
Le Borse asiatiche hanno aperto la settimana con cali diffusi, legati proprio all’incertezza americana e al rischio, nemmeno più solo teorico, di un default tecnico degli Stati Uniti. L’indice MSCI Asia Pacific ha perso lo 0,9%, il Nikkei 225 ha lasciato sul terreno lo 0,8%, l’indice sudcoreano Kospi l’1 per cento. In Australia lo S&P/ASX 200 ha ceduto l’1,6% e in Cina lo Shanghai Composite è calato del 3 per cento, anche a causa del disastro ferroviario che ha colpito il treno superveloce cinese.
Ma torniamo a vedere che succede negli Usa. I Repubblicani - stretti dagli esponenti del Tea Party che si oppongono a qualunque forma di rialzo delle tasse - sono disposti solo a un intervento limitato al 2011, con un taglio di spese da mille miliardi per poi lasciare il problema aperto nel 2012, che è un anno elettorale.
I Democratici, invece, lavorano a un piano da 2400 miliardi di tagli al debito, con riduzione delle spese accompagnata però da un taglio ai benefici fiscali che Bush aveva accordato ai contribuenti più ricchi. Da un lato si devono razionalizzare le spese sociali - è il ragionamento - ma non possono essere solo i più poveri a pagare; anche gli strati più benestanti della popolazione devono pagare.
Ma i Repubblicani non ci sentono da questo orecchio e soprattutto non vogliono cointestarsi misure impopolari e preferirebbero scaricare tutto sul presidente Obama. Senza l’accordo per alzare il tetto del debito, dal 2 agosto il Tesoro americano non potrà più emettere nuovi bond per rifinanziarsi sul mercato e pagare stipendi e fornitori. Un’eventualità che potrebbe far perdere agli Stati Uniti la valutazione di tripla A sul debito sovrano. E le Borse tremano. Per converso, vola l’oro che ha guadagnato un ulteriore 1,2% fino a 1619 dollari l’oncia.
caligola
26 lug 2011 - 00:30 - #1Gli americani si stanno portando da soli alla fine della loro era, e devono ringraziare proprio la “lungimiranza” dei dementi repubblicani e di quel mentecatto di Bush. Tutto ciò è la semplice dimostrazione che una democrazia rappresentativa non ha mai funzionato né mai funzionerà, perché si riduce a meri interessi lobbystici, in USA come altrove.
Gianlucaz
29 lug 2011 - 12:01 - #2http://www.italiamagazineonline.it/archives/7818/rossi-focardi-ottobre-prima-centrale
sdggv
03 ago 2011 - 15:19 - #3L’america è morta di se stessa, capitalismo, lobbysmo e affarismo portato al parossismo……