Logo Blogo

Bitcoin fra trader, trojan e truffe: già finita la rivoluzione?

Pubblicato: 04 ago 2011 da Carlo Tissi

Commenti dei lettori


Cosa sta succedendo ai BitCoin? La moneta virtuale, la valuta che dovrebbe assicurare finalmente indipendenza dalle banche e dai governi, anonima, non tracciabile ed essenzialmente priva di costi di transazione non sta vivendo un momento felicissimo. Qualche trader più astuto e avvezzo alle nuove tecnologie ha iniziato ad adocchiare la possibilità di fare un po’ di sana speculazione old fashion sui Bitcoin.

Bill, un anonimo operatore professionale di Wall Street che lavora per la Credit Suisse, ha spiegato: “Bitcoin è come Wall Street 15 o 20 anni fa, quando ho iniziato a lavorare. Mercati frammentati, spread larghi, la possibilità di manipolazioni, una sorta di trading dell’età della pietra“.

Proprio Bill ha venduto 400 Bitcoin non appena saputo di due “incidenti” non previsti all’interno della rete. Bitomap.pl, per un banale errore, ha cancellato 17000 Bitcoin in un solo colpo e un altro fra i più popolari servizi per la crittovaluta con base nel paradiso fiscale di St. Kitts and Nevis ha pensato bene di chiudere i battenti in un’operazione alla “prendi i soldi e scappa“. Tutte le monete accumulate su MyBitCoin.com sono sparite, comprese le 6 acquistate “con scopi di ricerca” per 90 dollari dai redattori di Betabeat.

Non esattamente la pubblicità di cui la moneta virtuale avrebbe bisogno, ma i fatti parlano chiaro e persino chi ha sempre creduto in BitCoin non ha potuto che accogliere con sconcerto l’incidente di Bitomap.pl. Lo sviluppatore Alex Spitzer ha spiegato a modo suo:

E’ una follia. E’ come se avessi impostato la Bank of America sul mio computer di casa e avessi dimenticato di fare un backup prima di formattare l’hard disk. Il problema con internet è che è facile sembrare credibili anche se dietro non c’è altro che un paio di fili incollati fra loro con lo scotch.

Non si tratta dei primi problemi visto che nemmeno due mesi fa un apposito trojan aveva causato il “furto” di Bitcoin per 500 mila dollari e la compromissione di 60 mila account con un conseguente calo delle quotazioni dai 25-30 dollari a valori più vicini ai 10 dollari. Quell’episodio aveva spinto la EFF (Electronic Frontiers Foundation) a sospendere la possibilità di effettuare donazioni usando i BitCoin, si trattava di una delle prime e più autorevoli legittimazioni ricevute dalla moneta virtuale.

Non esattamente un quadro rassicurante che apre ad uno scenario nel quale la mancanza di accountability della rete, tanto più se si tratta in qualche modo di “soldi”, potrebbe rappresentare la pietra tombale sullo sviluppo di un progetto open source che, seppure in sordina, stava ottenendo risultati confortanti ed una crescita costante.

Via | Betabeat

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
4 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • HostFat

    11 ago 2011 - 13:42 - #1
    0 punti
    Up Down

    I 500000 dollari erano Bitcoin minati quando ancora era facile farli nell’arco di poche ore, nell’articolo non viene indicato.
    Mi pare anche che la EFF avesse deciso di abbandonare le donazioni dei Bitcoin più per evitare problemi legali che altro, ma certo niente a che fare con l’hack di mtgox.

    Bitcoin non ha subito ancora nessun attacco, quindi evitare di fare confuzione.
    Si tratta solo di errori da parte di incompetenti.

  • criticando

    16 ago 2011 - 19:04 - #2
    0 punti
    Up Down

    Io non sono d’accordo sul fatto che il sistema bitcoin non abbia colpe.
    Il semplice fatto che un sistema permette anche ad un incompetente di commettere errori fa di quel sistema un sistema non affidabile.
    Normalmente sono gli incompetenti ad utilizzare i sistemi e quindi i sistemi devono proprio tenerne conto.
    Da ciò che è successo al sito Bitomap.pl si evince invece una ancora più preoccupante situazione: a commettere l’errore non è stato un semplice incompetente.
    Magari chi ha sbagliato non era nemmeno un esperto, ma neppure un incompetente direi.
    Il fatto è che il sistema bitcoin nel suo complesso ha permesso che ciò accadesse!
    Bitcoin non prevede che in situazioni del genere ci siano situazioni di sicurezza all’altezza delle necessità.
    Quindi per queste semplici ragioni direi che è bitcoin ad aver fallito e non un semplice utilizzatore che qulcuno vuole etichettare come incompetente.
    Le intenzioni del sistema bitcoin sono sulla carta buone ma la sua implementazione pecca di non poche falle per il momento.
    Bitcoin non è nato bene.
    E’ complicato nella sua stessa formulazione e permette che errori anche importanti si possano manifestare con un impatto devastante.
    Non voglio essere crtitico a tutti i costi, ma bitcoin deve essere sostituito da qualche altro sistema che tenga conto priprio delle pecche di bitcoin.

  • criticando

    16 ago 2011 - 19:18 - #3
    0 punti
    Up Down

    Una ulteriore aggiunta mi sembra doverosa: se una nuova valuta vuole semplificare il rapporto che un utente qualsiasi ha con il denaro allora lo deve fare veramente.
    Il fatto di aver estromesso gli intermediari finanziari (banche & co.) per la validazione delle transazioni è ottimo in termini di riduzione dei costi di gestione.
    Ma io considero di importanza ancora superiore la garanzia che il sistema mi deve dare in quanto al mantenimento della valuta in questione.
    Se io non ho una copia di backup del mio portafoglio in bitcoin, non un backup qualsiasi, ma proprio il backup dell’ultima operazione che ho effettuato. io i bitcoin li ho persi tutti se mi va in crash il sistema.
    Nemmeno se ho il backup della penultima transazione mi salvo.
    o sono riuscito a fare il backup dell’ultima transazione oppure non sono al sicuro!
    Ma dato che un qualsiasi problema può capitare proprio dopo aver effettuato una transazione, e quindi non ho ancora avuto tempo di fare nessun backup, allora mi trovo sempre nella situazione del massimo rischio possibile.
    In questo caso il sistema non prevede nulla per garantire la sicurezza del valore della moneta, proprio quando il rischio è ai massimi livelli.

  • Stemby

    20 ago 2011 - 16:45 - #4
    0 punti
    Up Down

    @criticando:
    Veramente in teoria, con l’implementazione attuale (molto perfettibile), per stare al “sicuro” basta un backup ogni 100 pagamenti effettuati:

    https://it.bitcoin.it/wiki/Proteggere_il_portamonete#Contesto_tecnico

    In ogni caso le critiche fatte non riguardano il Bitcoin in sé, ma l’implementazione (il programma che fa da client).