
Steve Jobs non sta troppo bene - ormai da qualche tempo, per la verità - ma la compagnia che ha fondato, da cui poi è stato messo alla porta e infine che ha rilanciato verso nuovi inaspettati successi, non è mai stata così bene. Sull’onda dell’ultima trimestrale, che ha mostrato ricavi in crescita e utili, la società di Cupertino è diventata, seppure in breve, la compagnia quotata più capitalizzata al mondo.
Negli ultimi 12 mesi Apple ha generato 23 miliardi di utili, a fronte di ricavi per 100 miliardi: questi risultati, uniti al buon andamento degli ultimi anni, hanno permesso alla società di scalzare dalla vetta delle più capitalizzate il colosso petrolifero Exxon, quotato anch’esso a Wall Street.
Ieri, per pochi minuti, Apple ha toccato una capitalizzazione complessiva di 341,5 miliardi di dollari contro i 341,4 di Exxon. Alla fine della giornata il gigante petrolifero ha riconquistato lo scettro di regina delle Borse, ma adesso è un testa a testa. Alla chiusura di Wall Street la capitalizzazione di Apple era poco inferiore ai 347 miliardi, a fronte dei 348 di Exxon.
Il punto, però, è che in pochi anni Apple è riuscita a diventare, da una società di nicchia con molti estimatori ma una diffusione relativamente ridotta, un vero e proprio colosso della finanza: innanzitutto la società tecnologica a maggiore capitalizzazione, superando Yahoo, la rivale di sempre Microsoft e persino Google, e adesso la public company quotata di maggior valore in tutto il mondo.
Tutto ciò grazie a prodotti innovativi, come iPod, iPhone e iPad e grazie a un marketing che ha spinto milioni di persone a spendere di più pur di avere un oggetto del desiderio e non un semplice telefonino o un lettore di musica mp3. Solo poche settimane fa la differenza tra Exxon e Apple ammontava ancora a 50 miliardi di dollari, ma in poche sedute il divario è stato colmato e adesso le due società sono testa a testa.
Come ricostruisce il Wall Street Journal, solo nel 1993 Exxon era il numero due al mondo con una capitalizzazione di 78 miliardi di dollari, mentre Apple sonnecchiava nel comparto dei produttori di computer a 3,9 miliardi. Il ritorno di Steve Jobs e i nuovi prodotti disegnati da Jonathan Ive hanno permesso alla società di Cupertino di realizzare una vera e propria scalata, completata poi grazie all’iPod.
Da quando l’iPod fu lanciato sul mercato nel 2001, le azioni Apple hanno guadagnato circa il 4.000% e solo l’anno scorso sono salite del 42,3%: niente male per una società considerata per molto tempo innovativa, ma poco orientata al mercato. Certo: risultati simili non sono facili da ripetere, ma se si ha denaro da investire, meglio comprare pezzetti di società che realizzano prodotti convincenti e riescono a rinnovarsi di continuo. Negli ultimi anni Apple ha dimostrato come si fa.
jjkbgi
11 ago 2011 - 10:41 - #1E’ una bolla come lo è sempre stata, gli alti ed i bassi di questa sociètà in borsa sono oramai leggenda, basta un prodotto sbagliato o un concorrente + agguerrito del solito e si sgonfia.
oriundo
11 ago 2011 - 21:41 - #2L’implosione dell’evoluzionistica temporanea gettata del mercato web, ha imposto una pread pari al 38%. Basterebbe ciò per capire come il disavanzo con Yahoo possa essere careggiato. Ma c’è da ricordarsi del ricapilano di Palo Alto, dove ogni progetto ha avuto un fread unito ad un rottamtion che non avevano avuto eguale in precedenza. Eh?
jjkbgi
16 ago 2011 - 17:44 - #3Per parlare terra-terra è come parificare l’importanza dell’acqua e del gelato nell’alimentazione umana………se poi uno vuole perdere dei soldi in borsa faccia pure.