
Il mercoledì nero di ieri, 10 agosto 2011, ha dato un ulteriore scossone ai listini finanziari di tutto il mondo e anche se oggi la tendenza rialzista si dovesse confermare saremmo ben lontani da un recupero. I timori - in buona parte ingiustificati - per un possibile deterioramento della finanza pubblica francese, e quindi per un conseguente downgrade, hanno fatto crollare gli indici e hanno penalizzato in particolare i titoli bancari da entrambe le parti delle Alpi.
Grandi istituti di credito francesi come SocGen, Bnp Paribas e Crédit Agricole hanno registrato perdite comprese fra il 15 e il 20 per cento: per tentare di recuperare ci vorrà molto più di una seduta positiva, ammesso e non concesso che oggi si concluda con un segno più.
A Milano i grandi titoli bancari sono crollati a prezzi di saldo: Unicredit -9,3% sotto il valore di un euro per azione, IntesaSanpaolo -13%, Ubi -9%. Anche gli assicurativi hanno lasciato sul terreno buona parte del proprio valore, comprese società solidissime come Axa e Generali.
In un anno sia Unicredit sia Intesa - per citare le due banche maggiori del paese, che tra l’altro hanno superato gli ultimi stress test - hanno perso in Borsa oltre il 50% del proprio valore e anche il listino nel suo complesso è crollato: l’FtseMib in un anno ha perso il 29%, negli ultimi due anni il 30%.
Se guardiamo il grafico, vediamo che i minimi del 2008 - successivi alla crisi dei derivati e allo scandalo Lehman Brothers - sono vicinissimi: allora il Mib scese a 12.621 punti, adesso è arrivato a 14.676. C’è spazio per un’ulteriore discesa, ma realisticamente ci possono essere - e ci saranno in un orizzonte medio - ampi spazi di recupero. Forse si avvicina il momento per cominciare a investire davvero in Borsa: entrare ai minimi o vicino ai minimi può offrire buone opportunità di guadagno per chi ha la possibilità di mantenere un investimento per un discreto periodo senza dover smobilizzare le quote impegnate.
Forse non siamo ancora ai saldi finali, ma con meno del prezzo di un caffè ci si compra un’azione Unicredit! L’importante è analizzare bene i titoli su cui si vuole investire, valutare i punti di forza, i risultati aziendali e le prospettive del settore. E poi investire, anche se il mercato è in preda al panico. In fondo, come diceva un economista, in tempi di crisi è meglio comprare pezzetti di aziende vere che investire su strumenti finanziari e pezzi di carta. Ma occhio sempre al proprio profilo di rischio: bisogna anche essere pronti a perdere parte del capitale e soprattutto saper diversificare.