
Cosa deve fare il presidente Obama per ridurre il debito americano? Secondo il premio Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz le mosse sono essenzialmente quattro, nessuna “particolarmente complicata”, ma nessuna ben vista dai Repubblicani (che tengono essenzialmente per il collo Obama) e da gran parte dei Democratici.
Vediamole:
1. Abrogare immediatamente i tagli alle tasse per i più ricchi, sia quelli di Bush Junior sia quelli prorogati dall’attuale amministrazione
2. Fine alle guerre in Afghanistan e in Iraq “che non hanno migliorato la nostra sicurezza” e stanno costando migliaia di miliardi di dollari
3. Investimenti per lo stimolo dell’occupazione. “Mettere le persone al lavoro può costare soldi, ma farà crescere le nostre entrate fiscali nel medio periodo” alleviando il deficit.
4. Riforma del Medicare. Secondo la legge attuale le grandi case farmaceutiche fissano i propri prezzi, eliminare questa disposizione consentirebbe al governo di negoziare con Big Pharma da una posizione di forza risparmiando 1000 miliardi in 10 anni con i nuovi contratti.
Il tema dei costi delle “guerre al terrore” è già caro a Stiglitz. Il suo libro del 2010 “La guerra da 3000 miliardi di dollari” ha un titolo piuttosto eloquente, ma per il resto la semplicità della sua ricetta, in netta controtendenza con tutti gli economisti che in questo momento di crisi finanziaria continuano a chiedere austerità e tagli, sorprende. Stiglitz non è un fanboy della corsa alla crescita economica a tutti i costi, eppure mantiene salda la correlazione fra la possibilità di ridurre il debito americano e la necessità di rilanciare l’occupazione. Tutti temi spariti dall’agenda dei leader politici del mondo in queste settimane convulse.