
In questi giorni l’Italia - soprattutto con il suo debito-monstre - non lascia più le prime pagine di giornali e blog internazionali, anche quando le notizie sono poco attendibili o almeno non confermate. L’ultima storia da copertina è il presunto intervento di salvataggio che la Cina starebbe preparando per soccorrere i titoli di stato tricolori.
Ma i mercati non vedono l’ora di ricevere una buona notizia e si appigliano a tutto? oppure i giornali - anche gli “autorevoli” quotidiani finanziari internazionali non sono così attendibili come immaginiamo e anzi si lasciano abbindolare, come minimo, e senza accorgersene vengono manipolati come strumenti di “distrazione di massa”?
Della Cina in vesti di “cavaliere bianco” per il debito pubblico italiano ha scritto ieri il Financial Times, citando anonime “fonti italiane”, secondo cui il governo di Roma ha intrattenuto e sta intensificando contatti con i vertici di Pechino per ottenere un sostegno ai Btp, magari in cambio di quote strategiche in aziende di stato, come Eni ed Enel.
Ne parla - con una certa ironia - anche Mark Gongloff sul blog del Wsj MarketBeat: prima si domanda perché la Cina, comprando titoli italiani, dovrebbe avere successo dove, in definitiva, ha fallito la Banca centrale europea. Poi si sorpende di quanto una speranza, anche piccola e teorica, possa sostenere, almeno per un po’, le contrattazioni.
Il punto, però, è un altro: davvero la Cina sta studiando il “dossier Italia” oppure c’è solo bisogno di un po’ di respiro in vista di una nuova asta di titoli di stato? Secondo Reuters l’Italia nutre poche speranza sulla Cina, per una questione di convenienza: la Bce non ha sostenuto con continuità i titoli italiani, quindi non si vede perché la Cina dovrebbe comportare in modo diverso. E non lo dice una fonte anonima, bensì il ministro dell’Economia Tremonti!
Zero Hedge, da parte sua, scatta subito su un “Basta con queste cazzate!” e ricorda quante altre volte, nel 2011, la favoletta del cavaliere bianco con gli occhi a mandorla ha illuso i mercati. Ancora peggio quando comincia a circolare il lancio di Reuters, con le parole di Tremonti.
Insomma, i cinesi - a quanto pare - hanno altro a cui pensare che non intervenire a salvare l’Italia. Ma - ammesso che la notizia sia priva di fondamento - non ci si può fidare ormai neppure del Financial Times, che nella migliore delle ipotesi si lascia manipolare da informazioni non verificate e incerte. Rimane il fatto che la credibilità del governo italiano è davvero ai minimi termini, se ormai anche le buone notizie, persino quelle da una fonte autorevole, sono messe in discussione prima ancora che vengano smentite…
sdggv
13 set 2011 - 09:51 - #1E’ una balla, i cinesi dopo aver ”acquistato” parte del debito USA si sono visti fregare dal governo Obama con immissioni di liquidità spaventose, ora se già non si fidano più degli americani vengono a cercar rogne in un paese inaffidabile come l’Italia? E poi di rogne ne hanno già molte in casa, l’economia reale in cina sta frenando da almeno 2 anni ed il governo ha già preso i primi provvedimenti di taglio delle spese sui lavori pubblici.
af fa r.i nfo
14 set 2011 - 09:08 - #2se proprio dobbiamo vendere l’Italia ai cinesi meglio farlo adesso che il prezzo è buono :)