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2011, fuga dalle Ipo: Facebook & co rinviano la quotazione

Pubblicato: 19 set 2011 da alessandro condina

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Prima è stato l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima, poi l’esplosione del debito greco, adesso le tensioni su Italia, Spagna e Francia. Fatto sta che oltre 200 società in procinto di quotarsi in Borsa hanno rinviato la data dell’Offerta pubblica di vendita, la mitica Ipo che pure quest’anno ha visto brillare matricole come LinkedIn.

Era dal 2008 che non si vedeva una fuga di queste dimensioni: allora furono 214 le aziende che rinunciarono all’idea di quotarsi, adesso sono già 215 quelle che hanno annunciato almeno un rinvio. E anche l’oggetto dei desideri, l’ineffabile Facebook, a quanto pare, non si quoterà prima di metà 2012.

In effetti il calo dei listini azionari che ha funestato l’intera estate non ha risparmiato le matricole di Wall Street, anche se qualche titolo ha resistito bene all’ondata di vendite e si è dimostrato comunque un buon affare, almeno finora. È il caso di LinkedIn, che è sbarcata in Borsa a 45 dollari e venerdì ha chiuso le contrattazioni a 87,65.

Nel complesso, però, troppe matricole hanno fatto flop, secondo un rapporto pubblicato da Dealogic, quindi la paura di restare scottati e sprofondare nella tempesta che sta investendo i mercati ha spinto molte aziende a rinviare l’appuntamento con i listini.

Per esempio titoli come Groupon e Zynga avrebbero dovuto seguire la strada tracciata da Pandora e LinkedIn e, a partire da settembre, arricchire il numero dei titoli tecnologici legati a Internet: tanto che si temeva da più parti una nuova bolla. Invece i risultati di alcuni concorrenti hanno consigliato prudenza.

Secondo il rapporto Dealogic, Epocrates Inc., che nel primo giorno di contrattazioni al Nasdaq aveva guadagnato il 37%, adesso sta perdendo il 38% rispetto al prezzo iniziale; Demand Media Inc., che a gennaio aveva infiammato Wall Street con un eclatante +33% al debutto, adesso vale 53% in meno rispetto al valore dell’Ipo.

E non sono gli unici casi: basta guardare l’andamento di Pandora, la radio via Internet che prometteva sfracelli e che ha visto le proprie azioni salire fino a 26 dollari; salvo adesso crollare attorno ai 10 dollari. Nel complesso, i gruppo delle matricole ha ottenuto risultati migliori rispetto agli indici generali, ma questo non basta agli investitori che restano molto cauti. Per adesso tutto fermo: se ne riparlerà nel 2012.

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • sdggv

    20 set 2011 - 08:54 - #1
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    Up Down

    Tutta la new economy si è rivelata un bluff per gli investitori, troppo veloce come mercato e non ci sono le garanzie che ha un’azienda con attività produttiva.
    Gente che butta soldi dalla finestra c’è nè………

  • af fa r.i nfo

    21 set 2011 - 11:47 - #2
    0 punti
    Up Down

    questa non è una bolla internet come nel 2000 ma certo non è il momento migliore per le IPO