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Netflix a metà fa gola ad Amazon? Forse non è un buon affare

Pubblicato: 23 set 2011 da alessandro condina

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L’altro giorno, parlando di società quotate che decidono di separare le diverse attività commerciali in società distinte, citavamo il caso di Netflix, l’azienda americana che noleggia dvd inviandoli per posta in tutto il territorio degli Stati Uniti e, da meno tempo, offre un servizio analogo via Internet in streaming.

La dirigenza ha deciso di separare le due attività, sostenendo che hanno costi e strutture diversi e non sovrapponibili: in questo modo, è la tesi dei vertici aziendali, entrambe le parti saranno valorizzate. Ma forse potrebbe esserci anche dell’altro e l’operazione appena annunciata potrebbe coinvolgere in un secondo tempo un colosso come Amazon. In che modo?

Nonostante l’ondata di vendite che ha investito le azioni Netflix dopo l’annuncio dello split, nei giorni scorsi un analista di Wall Street, Michael Pachter di Wedbush Securities, ha cambiato il proprio giudizio sul titolo portandolo ad “outperform”, una valutazione che pressupone un futuro rialzo dei corsi: e infatti Pachter ha portato l’obiettivo di prezzo da 110 a 155 dollari.

Secondo l’analista l’operazione decisa dai vertici Netflix ha un obiettivo preciso: rendere il business del noleggio in streaming appetibile per un’acquisizione da parte proprio di Amazon, che da tempo ha in animo di rafforzare i propri canali di vendita via Internet. Netflix ha in catalogo circa 20mila titoli disponibili per lo streming immediato, a fronte dei 9mila titoli che Amazon offre ai suoi utenti Prime per 80 dollari all’anno.

Il perché dello split è presto detto: con i suoi punti vendita “fisici” Netflix è costretta a pagare tasse per le transazioni online in diversi paesi degli Stati Uniti, mentre Amazon ha sempre cercato di ridurre l’ammontare delle imposte e ci è riuscita grazie al fatto di muoversi online. La parte “virtuale” di Netflix continuerebbe a garantire queste caratteristiche, al contrario della società tutta intera. Questa, secondo gli analisti, è una spiegazione allo split che in effetti è apparso cervellotico a molti.

Il blog 24/7 Wall St, però, non è del tutto d’accordo. È vero che il giochino di separare la società può fare gola ad Amazon, ma c’è un punto interrogativo enorme: quanto vale la Netflix dei video streaming? Nell’ultimo trimestre Netflix ha dovuto pagare 500 milioni di licenze per i film distribuiti online, a fronte di zero ricavi, dal momento che il servizio era offerto in omaggio a chi noleggiava un dvd. La compagnia deve pagare per i diritti tv quasi due miliardi e mezzo di dollari in totale. Sarebbe davvero un buon affare per Amazon?

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