
L’altro giorno leggevo un gustoso articolo, in cui si raccontava di quanto Steve Jobs, nel 1997, sfidò le ire dei suoi manager e soprattutto dei suoi più accaniti sostenitori Mac-users: per salvare l’azienda propose e imponendo un’alleanza strategica con la rivale di sempre Microsoft.
Altro che rivale! Bisognerebbe dire nemico, anzi nemico mortale: i più giovani, forse, non se lo ricordano nemmeno, ma ci furono anni - tutti gli anni Novanta, sostanzialmente - in cui gli utenti Macintosh erano poco più di una setta semiclandestina e il culto della Mela morsicata veniva sì praticato con fideistica convinzione, ma il mercato era sordo al verbo di Cupertino e i pochi Mac in circolazione erano relegati negli studi di grafica o nei dipartimenti universitari di greco antico, come quello che bazzicavo io, dove miracolosamente si poteva usare SuperGreek per scrivere nella lingua di Omero.
La quasi totalità del mercato consumer, come si chiama adesso, invece era appannaggio di Microsoft e del suo Windows, che secondo i tanti detrattori nella sua versione 2.0 somigliava troppo, quanto a interfaccia grafica, al sistema operativo di Apple, il Mac Os; tanto che la società di Cupertino fece causa all’azienda di Bill Gates per violazione di copyright. Per i più accaniti Mac-users Microsoft era l’Impero del Male, l’azienda che aveva copiato le innovazioni semplici e geniali della Mela e, dopo averle involgarite, aveva colonizzato abitazioni private e aziende con i suoi software meno belli e meno veloci.
Il mercato però era dalla parte di Bill Gates: Apple era semplicemente un produttore di nicchia che perdeva miliardi di dollari e ancora non aveva sfornato quelle meraviglie del design e della tecnologia che sarebbero stati i coloratissimi iMac, concepiti da Jonathan Ive.
Steve Jobs aveva un unico imperativo: salvare l’azienda e impedire che la causa si concludesse paradossalmente con Bill Gates magari costretto a pagare, ma Apple già fallita. E fece una mossa che adesso, a 14 anni di distanza, appare geniale: offrì una tregua a Microsoft, che aveva bisogno di migliorare un po’ la sua immagine, e accettò di risolvere la causa con un accordo stragiudiziale, i cui termini non sono mai stati resi noti nel dettaglio.
Jobs ottenne da Bill Gates l’impegno a pubblicare, per ogni aggiornamento di Office, una versione Mac, almeno per cinque anni: gli utenti della Mela risolvevano così molti problemi di compatibilità per i documenti che dovevano spedire o condividere con un pc. D’altro canto - e questo fu il punto più dolente - Apple si impegnò a fare di Internet Explorer il browser preinstallato su tutti i propri computer, anche se l’utente aveva la possibilità di fare scelte diverse in autonomia.
Nel 1997, quando fu siglato questo accordo, Apple valeva in Borsa, tutta intera, circa due miliardi e mezzo di dollari, mentre Microsoft era un colosso - il numero uno della tecnologia - e avrebbe potuto anche acquistare l’azienda di Cupertino e smantellarla per eliminare un pericoloso concorrente. Poi però vennero i nuovi modelli Mac e soprattutto i nuovi prodotti con la i iniziale - l’iPod, l’iPhone, l’iPad - che segneranno la riscossa di Apple.
A distanza di 14 anni, grazie al coraggio e alle scelte azzeccate di Jobs, Apple capitalizza in Borsa più di 350 miliardi ed è diventata l’azienda mondiale più capitalizzata, superando anche colossi di altri settori, come Exxon. La scelta di smettere di combattere e allearsi con il principale avversario ha pagato.
E che cos’è successo a Microsoft? Il fondatore Bill Gates si è ritagliato un ruolo poco più che simbolico da chairman e si dedica più che altro ad attività filantropiche in giro per il mondo; alla guida operativa c’è Steve Ballmer che sta attraversando una fase difficile, anche a causa di scelte strategiche non proprio azzeccate.
Fra i titoli tecnologici Microsoft si deve accontentare del terzo posto per capitalizzazione, a breve distanza da Ibm (213 miliardi di dollari contro 214), ma ben lontano da Apple che vale quasi 150 volte quello che valeva 14 anni fa. Il sistema operativo Windows 8 non è ancora pronto e soprattutto non sarà disponibile per i tablet prima di due anni.
Ma forse l’epoca del pc sta davvero volgendo al declino come molti preconizzano ormai da tanto tempo; e Microsoft che proprio con i pc raggiunse i suoi più straordinari risultati fatica a rinnovarsi davvero e tenere il passo dei concorrenti. Corsi e ricorsi storici e finanziari.
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03 ott 2011 - 11:57 - #1la differenza è che Bill Gates ha donato decine di miliardi di dollari in beneficenza mentre Steve Jobs non ha mai scucito un centesimo nonostante la Apple abbia oggi oltre 76 miliardi di dollari cash in tasca, alcuni miliardi in più delle riserve cash del Tesoro USA
caligola
03 ott 2011 - 16:57 - #2Sì, ma non dimentichiamo che quelli di Gates sono SOLDI SUOI, quelli che tu citi sono appunto soldi dell’azienda, non di una persona. Poi Jobs (infinitamente PERSONALMENTE meno ricco di Gates) non so quanto faccia di beneficenza…
un po’ di conoscenza su come funziona il mondo prima di parlare a vanvera ci vorrebbe.
sdggv
04 ott 2011 - 09:15 - #3Questo post può essere condiviso solo da chi ha una scarsa conoscenza del mercato IT. Non sono un fan di nessuna delle due case ma di sicuro apple non ha mai brillato per essere un prodotto alla portata di tutti e troppo ‘blindato’ nelle sue tecnologie e software. Questi fattori giocheranno contro la casa di Cupertino e dopo il boom dell’Iphone e Ipad i futuri fatturati saranno tutti da inventare. Non penso che il mercato si accontenti a procedere con le versioni 5,6,7,8 ecc…
economyonlineit
04 ott 2011 - 11:56 - #4Anche io come sdggv vedo la apple troppo chiusa nelle sue tecnologie… questo paga fino a quando i suoi prodotti andranno di moda ma quando la gente si stancherà i suoi prodotti avranno scarso mercato.
caligola
04 ott 2011 - 16:12 - #5Sì, ma sta proprio qui la differenza: apple è la regina del marketing ed è invidiata da chiunque lavori nell’IT perché riesce a vendere a prezzi fuori mercato per la tecnologia.
Non ha senso dire che siccome è chiusa dovrà chiudere, perché i numeri li fa la gente malata che spende 700€ ogni volta che esce un iphone nuovo, la gente che considera la mela alla stregua di una divinità, non certo i nerd come voi che preferiscono sistemi aperti e palle varie.
Il mercato è ben diverso dall’immaginario ideale da voi ipotizzato con software gratis e opensource a valanghe. Apple è economicamente messa benissimo e niente fa presagire che cambierà in futuro, tutt’altro. Dire il contrario è semplice e pura follia, basata su NULLA.
caligola
04 ott 2011 - 16:16 - #6Potrà piacere o meno, ma così stanno le cose. Si dice sempre “apple va di moda”.
Ma pensate che questo sia un male? Microsoft vorrebbe avere un decimo dell’appeal che ha apple (attualmente è il brand più valutato al mondo -attenzione non parlo di capitalizzazione, e anche lì apple è prima nel mondo- parlo di marchio duro e puro, di quanto è riconoscibile e fa vendere).
Pensate che gestire un’azienda come apple sia solo ingegneria e dati che apprezzano solo i nerd, ovvero un milionesimo del mercato mondiale? Tutt’altro, è più marketing che ingegneria: e lo ha dimostrato apple arrivando dov’è ora. Le altre aziende VORREBBERO avere la metà del suo appeal o del suo reparto marketing.
dfgsdf
05 ott 2011 - 09:52 - #7Caro Caligola, anche il Sacro Romano Impero, è caduto in disgrazia, il più grande ed evoluto di tutti i tempi; mai al mondo si era vista una simile potenza evoluta in tutti i campi dalle arti all’ingienieria ma alla fine è finito tutto e si è disgregato. Ora Apple ha già fatto il suo corso e l’uscita del fondatore è solo l’inizio della fine. Riparliamone tra 1 anno. Tempus fugit.
Marketing= il nulla sottovuoto.