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Kodak: una bancarotta probabile o un affare a prezzi di saldo?

Pubblicato: 04 ott 2011 da alessandro condina

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Qualcuno voleva una prova ulteriore dell’isteria che sta attanagliando i mercati finanziari? La vicenda di Kodak è esemplare in questo senso: venerdì il titolo ha perso più di metà del proprio valore in una sola seduta a Wall Street. Che cos’era successo? Semplicemente si inseguivano le voci su una possibile bancarotta della società, che a quanto pare aveva nominato un consulente dello studio legale Jones Day per un’eventuale richiesta di protezione sotto il Chapter 11, la procedura di fallimento concordato in vigore negli Stati Uniti.

La società - che pure sta attraversando un momento molto difficile anche a causa del ciclone digitale che ha spazzato via le vecchie pellicole fotografiche - ha smentito recisamente ogni ipotesi di bancarotta controllata e ribadisce l’intenzione di valorizzare il proprio patrimonio di brevetti con l’obiettivo di diventare definitivamente una “digital company”.

Dopo questa comunicazione il panic selling si è placato, ma il titolo venerdì aveva chiuso sotto gli 80 centesimi - dopo essere crollato a 54 - e ieri ha recuperato solo in piccola parte il terreno perduto ed è tornato a 1 dollaro e 34 per azione. Una quotazione che implica una capitalizzazione della società di soli 360 milioni di dollari, un livello incredibilmente basso sia in relazione ai flussi di cassa generati sia, ancor di più, a fronte del patrimonio d’impresa.

È molto interessante leggere l’analisi offerta da Seeking Alpha, che mette l’accento sugli asset aziendali: attualmente ha 3 miliardi di asset e può ricavare altri soldi dai brevetti digitali che sono usati anche su smartphone e tablet: se Nortel ha ottenuto 4,5 miliardi da un’asta recente di brevetti, Kodak può incassare almeno altrettanto, nella peggiore delle ipotesi.

La richiesta di bancarotta - è il ragionamento di SeekingAlpha - è improbabile, ma anche in quel caso gli azionisti che entrassero a un prezzo così basso verrebbero ripagati. Ma se anche i vertici aziendali fossero incapaci di valorizzare il patrimonio intrinseco della società, sarebbe molto più probabile un take-over da parte di un concorrente in grado di trarre il massimo valore da Kodak.

In effetti il mercato sembra aver valutato questi aspetti, tanto che in un giorno il titolo ha recuperato buona parte delle perdite e ieri è risultato uno dei più acquistati. Anche al livello di adesso, comunque, Kodak potrebbe essere comunque un buon affare.

John H. Ford ci invita a valutare il Price-to-sales ratio, cioè il rapporto fra la capitalizzazione dell’azienda e i ricavi degli ultimi 12 mesi: più basso è il rapporto, più conveniente è il prezzo delle azioni.

Attualmente questo valore per Koda è a 0,5, cioè si pagano 50 centesimi per ogni dollari di ricavi; in questo momento, tanto per fare un confronto, il rapporto per Microsoft è a 3,06, per Ibm a 2,03 e Intel 2,4. Per il 2011 Kodak prevede ricavi compresi tra 1,6 e 1,7 miliardi, senza contare appunto gli asset aziendali.

Via | SeekingAlpha

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1 commento

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  • :::: VENDEXI ::::

    04 ott 2011 - 12:06 - #1
    0 punti
    Up Down

    la seconda che hai detto

    senza alcun dubbio