
La crisi dei mutui sub-prime? La bolla delle carte di credito? Il debito sovrano? Il credito al consumo? Tutto questo ci sembrera quasi uno scherzo quando sarà scoppiata la vera, grande bolla che minaccia - anzi ha giù compromesso - il presente e, purtroppo, anche il futuro dell’economia americana: l’indebitamento degli studenti
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Non è ancora del tutto chiaro a gran parte dell’opinione pubblica, anche perché i giornali di casa nostra spesso si occupano più del “colore” che dei contenuti; eppure il movimento Occupy Wall Street è formato in buona parte anche da studenti o neo-laureati, che protestano contro banche e grandi istituzioni finanziarie proprio a causa dei debiti che stanno strangolando un’intera generazione, prima ancora che cominci a lavorare.
Fino a qualche anno fa - lo ricordo nettamente - i lodatori del sistema capitalista americano in servizio permanente effettivo illustravano con ammirazione il sistema universitario degli States, dove gli studenti per pagare le costose rette universitarie si indebitavano a dismisura, ma ricevevano (si diceva così) il sostegno delle banche e delle finanziarie, a volte in accordo con la stessa università.
Quello che non ci raccontavano è che spesso i giovani, subito dopo la laurea o addirittura prima di terminare il ciclo di studi, si accollavano qualunque lavoro non per mantenersi, ma per rimborsare le banche! E che comunque le famiglie d’origine il più delle volte erano chiamate a fare da garanti per i figli, impegnandosi a coprire il debito con il proprio patrimonio in caso di necessità.
Ora: finché l’economia correva e si creavano ogni anno posti di lavoro a sufficienza, almeno per chi poteva vantare un titolo post-secondario, in breve si risolveva tutto: gli studenti, ormai lavoratori, riuscivano a rimborsare il debito e in (relativamente) poco tempo vedevano il loro sforzo ripagato da un salario medio-alto. Con la crisi economica e l’aumento della disoccupazione, la situazione si sta facendo drammatica.
Secondo il rapporto elaborato da The College Board sui costi dell’educazione universitaria negli Stati Uniti, negli ultimi due anni sono aumentate anche le tasse richieste dalle Università pubbliche, dal momento che gli Stati si sono ritrovati con meno risorse a disposizione.
In un anno le tasse annuali medie sono aumentate dell’8,3% a 8.244 dollari, mentre se calcoliamo anche le spese di alloggio e cibo uno studente fuori-sede si è trovato a spendere in media il 6% in più fino a $17.131. Chi ha scelto un’università privata ha subito un aumento “solo” del 4,5%a 28.500 dollari, per un impegno totrale di $38.589, il 4,4% in più in un anno.
Sommando a questi dati il calo dei nuovi posti di lavoro, c’è da sorprendersi se è in aumento il numero degli studenti non in regola con le rate da pagare? Secondo la Fed di New York, la percentuale di chi è in ritardo di oltre 90 giorni sui pagamenti è aumentata dal 10,6 all’11,2% degli studenti indebitati. Non ci vorrà molto perché questo dato cominci a pesare anche sui bilanci delle banche.
Il paradosso peggiore, però, è un altro: rispetto al biennio 2008-2009 l’indebitamento degli studenti è cresciuto del 25%, da 440 a 550 miliardi di dollari, mentre nello stesso periodo si sono ridotti sia i mutui ipotecari sia i prestiti per acquistare automobili sia l’indebitamento delle carte di credito. Gli studenti sono rimasti gli ultimi polli da spennare, ma a guardare la protesta di Occupy Wall street sembra che si siano stancati anche loro, al punto che anche il presidente Obama sta tentando di intervenire, ma - secondo il movimento - in modo ancora insufficiente.
L’indebitamento degli studenti - se non sarà riportato sotto controllo - rischia di diventare una nuova bomba a orologeria per il sistema creditizio americano che per troppo tempo ha illuso gli Stati Uniti di vivere in un eterno benessere, garantito però solo a rate.
Mutui on line
26 dic 2011 - 17:32 - #1Ecco ci mancava questa bolla su prestiti.