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Bank of America corre nonostante le voci di bancarotta

Pubblicato: 26 ott 2011 da alessandro condina

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Come sta davvero Bank of America? Una delle più grandi banche americane sta subendo la volatilità dei mercati finanziari come e più dei suoi concorrenti: da un lato i rischi legati al rimborso dei mutui da parte dei clienti americani e ai titoli derivati; dall’altro una trimestrale dall’aspetto roseo, che ha ridato fiato al titolo. Dove sta la verità?

Qualche giorno fa Christopher Whalen per Reuters si domandava se l’istituto di credito non stesse progettando una forma di ristrutturazione dell’intero gruppo, per ripulirsi dai titoli spazzatura ad alto rischio che ancora conserva. In effetti molti analisti hanno visto questa operazione come un atto che prelude alla richiesta di protezione sotto il Chapter 11, che permette di ristrutturare i conti di un’azienda senza interrompere l’attività.

Sta di fatto che i titoli derivati posseduti dalla controllata Merrill Lynch sono stati spostati nella società capofila Bank of America N.A: in questo modo i titoli tossici sono stati trasferiti da una banca d’affari non coperta dal fondo rischi alla banca-madre che invece è tutelata dal fondo. Per questi alcuni osservatori hanno criticato la Federal Reserve per aver autorizzato un’operazione del genere.

In ogni caso il punto è un altro: al di là della questione relativa al fondo di garanzia, il trasferimento dei titoli derivati verso la controllante sembra proprio anticipare una ristrutturazione dell’intero gruppo; altrimenti, spiegano alcuni, non si capisce perché questa manovra è stata realizzata proprio adesso. Tra l’altro Bank of America è sotto indagine in Calfornia per verificare se ha trasferito titoli tossici a investitori californiani senza informarli debitamente.

Nel frattempo, però, è arrivata la trimestrale sui conti del gruppo, che ha potuto squadernare risultati positivi, ben oltre le attese degli analisti, tanto che il titolo ha ripreso a salire e adesso si è collocato circa il 30% più in alto rispetto ai minimi degli ultimi dodici mesi. Leggendo attentamente tra le pieghe del bilancio, però, sembra che gli utili non siano proprio il risultato di una gestione brillante, quanto il frutto di abili operazioni finanziarie.

Le azione di BoA, in ogni caso, hanno superato i 6,6 dollari e possono puntare a superare i 7 dollari. Nell’ultimo anno il titolo è stato davvero in altalena, tra un massimo di $15,31 e un minimo di 5,13. Un punto a favore di chi crede davvero nel rally è l’impegno di Warren Buffett, che ha negoziato un ingresso nel capitale con azioni privilegiate: se convertito, il suo pacchetto farebbe dell’Oracolo di Omaha il singolo azionista più importante della società.

Basterà il fiuto di Buffett a garantire per Bank of America? Secondo Seeking Alpha, per tutelarsi è megio investire su prodotti derivati a medio termine, legati alle performance della banca. Ma senza illudersi che la volatilità sparisca troppo presto.

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