Il primo novembre 2011 - primo giorno di Mario Draghi alla testa della Bce - rischia di passare alla storia come uno dei momenti peggiori per la finanza mondiale se non come l’inizio del crollo finale per il sistema che abbiamo conosciuto fino ad oggi.
In seguito all’annuncio greco di un referendum popolare sul piano di salvataggio messo in piedi dall’Unione Europea, le Borse continentali - seguite dagli indici di Wall Street - sono crollate (Milano ha ceduto quasi il 7%), gli spread sono decollati (non solo l’Italia, ma anche Spagna e Francia hanno visto volare i rendimenti dei propri bond in confronto a quelli tedeschi) e oltre alla Grecia, anche Italia e Spagna sembrano più vicine che mai alla bancarotta.
Il differenziale fra i Buoni del tesoro decennali e gli analoghi titoli tedeschi, i Bund, ha superato i 450 punti: un nuovo recordo che porta i rendimenti dei Btp sopra il 6%. L’assedio alle obbligazioni targate Italia nasce dalla crisi di fiducia dei mercati: il referendum gredo mette a rischio l’accordo europeo per il salvataggio, ma anche se nel voto popolare prevalesse il sì, l’accordo stesso prevede un taglio del 50% sul valore del debito greco in mano ai privati. Se non è un default questo!
Il punto è che la maggior parte degli investitori non crede più - se mai lo ha fatto - nella capacità dell’Europa di rimediare alla crisi del debito in modo credibile ed è ovvio che dopo la Grecia, data ormai per fallita, il pesce grosso è proprio l’Italia, vista l’entità del suo debito pubblico.
Naturalmente un default dell’Italia trascinerebbe nel baratro innanzitutto le banche e poi moltissimi investitori istituzionali: si spiega così il crollo degli indici di Borsa e l’attacco che sta affondando i nostri Btp. Al grido di “si salvi chi può” le banche e i fondi stanno cercando di alleggerire i loro portafogli dai titoli italiani, quindi i rendimenti non possono che salire.
A questo punto, c’è da riflettere sul serio su come investire, per chi ha qualcosa da investire. Un atteggiamento conservatore e prudente è mettere i propri soldi nei Bund tedeschi, che rendono meno dell’inflazione e quindi, in termini reali, non garantiscono neppure il capitale.
L’alternativa - ad alto rischio - è muoversi sul breve e brevissimo o scommettere sul medio termine. Si può quindi provare a comprare i titoli che sono crollati ieri in vista di un rimbalzo; chi invece è ottimista e crede che alla fine Sarkozy, Merkel e Berlusconi troveranno una soluzione ai problemi dell’Ue può investire direttamente in Buoni del tesoro italiano.
Quando ci capita più un rendimento vicino al 7%? Certo, il rischio che i bond non siano rimborsati esiste, ma se pensiamo davvero che l’Italia sia “troppo grossa per fallire” o che alla fine ci salverà il solito “stellone d’Italia”, forse vale la pena di mettere un piccolo chip sui Btp. Consapevoli, però, che il rischio è davvero molto elevato.
plebiscito
02 nov 2011 - 09:56 - #1consiglio vivamente di ritirare tutti i risparmi dalla banca e di tenerseli stretti sotto il materasso!!!
Se le banche non avessero speculato avidamente, oggi non saremmo ridotti alla banca rotta: se c’è un default del sistema chi ci rimette sono sempre i pesci piccoli, a cui vengono richiesti immani sacrifici. La stretta del credito a cui siamo sottoposti, nonostante le banche siano state salvate con i soldi “dei cittadini”, dimostra quanto giochino sporco.
Tanto vale, ripeto, ritirare TUTTI i risparmi, e lasciare che se la cavino da soli.
plebiscito
02 nov 2011 - 09:58 - #2per quanto riguarda la grecia, approvo la scelta coraggiosa del ministro circa il referendum: è giusto che in una democrazia sia “il popolo” a decidere cosa fare.
Se i nostri politici avessero le stesse “palle”………… forse non saremmo ridotti a mantenere una casta che stà affossando il suo stesso popolo!!!!
:::::::: VENDEXI ::::::::
02 nov 2011 - 20:13 - #3direi una catastrofe
Pjuto
02 nov 2011 - 20:51 - #4Magari potessi toglierli i soldi dalla banca…
Ho poco più di 100.000€ e mi serviranno tutti quando il costruttore deciderà di fare il compromesso per la casa che sto acquistando con mia moglie.
Ho 24 anni e sto costruendo una famiglia. Mi servono soldi in banca per poter acquistare qualsiasi cosa, dai mobili alla macchina.
Non è una mia scelta. Sono proprio costretto
william32
02 nov 2011 - 21:23 - #5io non ho soldi in banca e mai ce li porterò
Ned Ludd
04 nov 2011 - 16:15 - #6@william32 ma hai 12 anni e parli della paghetta settimanale che ti danno i tuoi genitori?
no perchè nel mondo del lavoro quasi nessuno ti paga in contanti..