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Groupon peggio del Nasdaq: a due settimane dalla quotazione non vola

Pubblicato: 14 nov 2011 da alessandro condina

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Venerdì al Nasdaq le azioni Groupon hanno chiuso le contrattazioni a 24 dollari e 25 nell’after houre, dopo che nel corso della seduta erano scese fino a 23,60. A 15 giorni dalla quotazione sul listino dei titoli tecnologici, l’azienda guidata da Andrew Mason ha perso poco meno del 10% rispetto alla chiusura del primo giorno di contrattazioni, venerdì 4 novembre, mentre nello stesso intervallo di tempo il Nasdaq ha mantenuto le posizioni, rimanendo praticamente invariato.

Alla fine di un percorso piuttosto tortuoso, Groupon alla fine aveva piazzato le proprie azioni in sede di Ipo a 20 dollari l’una, contro una forchetta presunta compresa fra i 16 e i 18 dollari: l’interesse cresciuto nelle ultime ore ha fatto salire il prezzo di quotazione e ha portato di nuovo in alto la società, che negli ultimi mesi è stata un po’ messa in croce per una serie di comunicazioni imprecise e successivamente corrette.

Nel primo giorno di contrattazioni il titolo è stato preso d’assalto e in breve il titolo ha superato i 30 dollari; poi è cominciato il declino, legato al fatto che parte degli azionisti hanno preferito prendere subito profitto dal titolo. Rispetto al valore dell’Ipo Groupon è ancora in buona posizione, ma bisogna vedere che succederà nel medio periodo.

Quali sono i punti di forza di Groupon? Essere il numero uno del mercato, essere riuscito a quotarsi subito e avere sviluppato una rete di vendita capillare e diffusa in molti mercati evoluti, grazie anche a un’abile strategia di acquisizioni. Ma questo basterà a contrastare la concorrenza e fare della società di Mason un buon affare?

La risposta che dà John Purdum su SeekingAlpha è no, per una serie di motivi: innanzitutto la scarsa quota di “tecnologia” insita in Groupon. A parte la geolocalizzazione e il fatto di mandare le offerte online e via email, quello di Groupon è un business che si sviluppa tutto nel reale e non online, tanto che diversi osservatori ritenevano che la società non potesse neppure essere annoverata fra i titoli “tecnologici”. Per di più la community non può interagire come in un social network e non si possono dare neppure valutazioni e giudizi: in pratica siamo lontani dal Web 2.0.

Legata a questo aspetto c’è la questione degli investimenti in innovazione e tecnologia: non sembra che l’azienda abbia in campo molte iniziative per dare valore aggiunto alla clientela: nuovi concorrenti arrivano ogni giorno a erodere e diluire le quote di Groupon, che un anno fa era un leader con un margine più ampio rispetto agli altri operatori.

La società, se vuole mantenere questo livello di leadership e rafforzarsi, ha bisogno di nuove idee che non siano solo marketing in vista delle vacanze o di altri momenti di picco per le vendite. E non sarà facile, in queste condizioni, confermarsi ad alti livelli.

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1 commento

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  • jzzjc

    14 nov 2011 - 14:41 - #1
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    Up Down

    Siamo sinceri:ma come si fà a quotare un titolo come ‘Groupon’? E’ il nulla all’ennesima potenza! Allora quotiamo anche l’aria che respiriamo……….