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Apple è sempre un buon affare grazie al vantaggio di iPhone su Android

Pubblicato: 17 nov 2011 da alessandro condina

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Nel ricco mercato della telefonia di alta gamma, quello degli smartphone per intenderci, si rinnova quotidianamente la battaglia fra Apple, con il suo iPhone arrivato alla versione 4S, e gli altri produttori che hanno scelto il sistema operativo di Google, Android. L’andamento del mercato, il volume delle vendite e i profitti ottenuti in questo settore, dunque, saranno decisivi per l’andamento dei titoli di queste due società in Borsa; e di conseguenza per decidere se investire o no.

Negli ultimi anni Apple ha costituito una vera manna dal cielo per chi ha investito i propri capitali nelle azioni di Cupertino: il risultato è stato un aumento costante di valore, grazie al lancio di sempre nuovi prodotti e alla capacità di attrarre una clientela disposta a spendere di più per avere l’ultimo modello di cellulare o di computer o di lettore mp3. Ma di certo il segmento degli smartphone, quello dell’iPhone in parole povere, è stato ed è il più redditizio.

In questo quadro è molto interessante l’analisi che illustra Nigam Arora su Market Watch a proposito dell’andamento di questo mercato e delle prospettive a breve/medio periodo per i principali attori che si spartiscono il mercato.

La sua riflessione parte da una valutazione dei dati e degli aspetti cui prestare davvero attenzione per capire le prospettive del settore. E a questo proposito la prima conclusione è molto interessante: nell’arco di un anno la quota di mercato dei produttori Android è destinata comunque ad aumentare ancora, ma in ogni caso Apple amplierà il proprio vantaggio in termini di profitti. E questo dipende dal prezzo degli smartphone nonché dalle strategie commerciali dei produttori e degli operatori di telefonia cellulare.

Nei mercati maturi, infatti, le società di telefonia si sobbarcano parte del prezzo dei cellulari e in qualche modo partecipano alla spesa dei clienti per grantire certi modelli di smartphone: l’obiettivo ovviamente è accaparrarsi nuovi abbonati e impedire che i propri passino alla concorrenza. Al contrario nei mercati meno sviluppati l’utente deve affrontare da solo la spesa per il telefonino, sia di livello basso sia di fascia alta.

Per esempio negli Stati Uniti un consumatore finale paga solo 199 dollari per il modello base dell’iPhone, ma Apple ne incassa complessivamente circa 600 a pezzo: la differenza è a carico dell’operatore mobile, che si rifà con il traffico e le tariffe applicate. I cellulari Android, invece, in assenza di promozioni da parte degli operatori sono più economici e proprio per questo stanno conquistando sempre nuove quote, ma soprattutto nei mercati in via di sviluppo.

Sta di fatto però che per gli operatori di telefonia offrire un iPhone - secondo le analisi di mercato - costituisce un vantaggio competitivo e dunque nei mercati che contano, per adesso, Apple ha una marcia in più, dal momento che ha margini più alti su ogni singolo pezzo venduto, anche se i concorrenti vendono complessivamente più cellulari.

L’esempio - semplice, ma efficace - di Arora è di due compagnie, A e B: A vende 30 pezzi a 600 dollari e su ogni pezzo venduto ha un margine di guadagno di 240 dollari, per un totale di 7200 dollari di utile lordo; B invece ne vende 50 a 200 dollari con un margine di 20 dollari a pezzo, per un totale di 1000 dollari di utile. B supera A in quote di mercato, ma A ha un margine del 720% superiore a B. E nel settore della telefonia Apple è più o meno nella situazione di A.

Finche l’azienda di Cupertino riuscirà a mantenere alta la desiderabilità dei suoi prodotti, in particolare nel mercato degli smartphone, il suo titolo continuerà a beneficiare di risultati brillanti e dunque andrà preso in considerazione per un investimento.

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1 commento

Commenti dei lettori

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  • jzzjc

    17 nov 2011 - 11:35 - #1
    0 punti
    Up Down

    Per qualcuno che capisce qualcosa di investimenti azionari, basta guardare la ciclicità del titolo apple. Nel futuro prossimo, 1/2 anni consiglio di stare alla larga o comunque diminuire le posizioni acquisite in quanto può solo peggiorare.