Logo Blogo

Angie's List, Groupon e Yelp sono parte di una nuova "bolla" hi-tech?

Pubblicato: 18 nov 2011 da alessandro condina

Commenti dei lettori


Attenzione attenzione, pericolo bolle in esplosione! Sui listini di Borsa americani è appena sbarcato, come vi avevamo anticipato, un nuovo titolo legato ai servizi via Internet, quell’Angie’s List che esiste dal 1996 e che è riuscita a concludere il collocamento azionario al livello più alto della forchetta prevista: 13 dollari per azione che hanno significato una raccolta di 114 milioni di dollari attraverso l’Ipo.

Al primo giorno di contrattazioni il titolo ha aperto già a 18 dollari, il che significa un guadagno del 40 per cento per la società, che viene così valutata complessivamente 900 milioni di dollari. Eppure da quando esiste Angie’s ha registato tassi di crescita piuttosto bassi in confronto ad altre start-up e ancor più deludenti rispetto ai titoli del settore tecnologico. In particolare l’azienda non ha ancora generato utili e, sebbene abbia un discreto flusso di cassa, le spese di marketing e promozione sono quasi altrettanto alte del fatturato.

Quest’ultimo punto accomuna Angie’s a un altro debuttante dei listini finanziari americani, quel Groupon che da pochi settimane è quotato al Nasdaq e che ha fatto sollevare più di un dubbio sulla sostenibilità del suo piano industriale e soprattutto sulla redditività a lungo termine. Per di più su Groupon ci sono anche dubbi se possa essere considerato davvero un titolo tecnologico. Non sarà che ci troviamo di fronte a una nuova bolla finanziaria, simile a quella che ubriacò i mercati alla fine degli anni Novanta del Novecento per poi esplodere e travolgere - soprattutto - moltissimi piccoli investitori poco avvertiti?

Il rischio in effetti esiste e non passa giorno che qualche osservatore o guru dei mercati non si eserciti nella previsione di esplosioni più o meno violente e traumatiche che minacciano di dare una severa lezione a chi investe i proprio soldi un po’ troppo allegramente.

Il punto è che negli anni Novanta, comunque, l’economia era in espansione e la crescita dava anche più possibilità di investire e faceva circolare più denaro. In questo momento gran parte della liquidità deriva dalla massa di capitali messi in circolazione a costo zero dalla Federal Reserve con la sua politica di sostegno all’economia e iniezione di nuova liquidità.

In ogni caso, a parte le analisi sull’economia globale, è il caso di guardare più da vicino questa possibile “bolla” che potrebbe scoppiarci fra le mani. Sull’onda di LinkedIn, Pandora, Groupon e Angie’s ha appena presentato una richiesta di quotazione al Nasdaq anche Yelp, una società che offre un servizio molto simile a quello proposto da Angie’s List: recensioni e valutazioni di esercizi commerciali, a livello locale, non solo ristornati, ma anche negozi di abbigliamento e beni in genere, servizi per la casa, saloni di bellezza e centri sportivi.

La società punta a raccogliere almeno 100 milioni attraverso il collocamento, ma anche stavolta i conti non sembrano davvero brillanti: nei primi nove mesi del 2011 il fatturato ha raggiunto il 58,4 milioni, con una crescita dell’80% rispetto all’anno precedente, ma il risultato è stato una perdita netta di 7,6 milioni di dollari contro gli 8,5 dello stesso periodo nel 2010.

Gli utenti unici sono aumentati notevolmente, ma la sottoscrizione è ancora gratuita, il che apre più di un interrogativo sulle prospettive future di fatturato dell’azienda. Sotto questo aspetto la situazione di Angie’s List è diversa, dal momento che la società appena quotata prevede un’iscrizione a pagamento e circa un milione e mezzo di clienti sta già pagando i servizi messi a disposizione.

Il numero dei clienti non è altissimo, ma la differenza non è da poco: Angie’s ha dimostrato che esiste una quota di utenti disposti a pagare per far parte di una community e scambiare informazioni, mentre moltissime altre società online che si sono quotate - come Pandora e LinkedIn - o stanno per farlo - come Yelp e Zynga - prevedono una sottoscrizione gratuita ed eventualmente una quota come utente premium. Le prospettive di crescita per questi titoli sono legati alla capacità di convincere sempre più utenti a passare alla versione a pagamento.

I prossimi titoli tecnologici che si presenteranno sui listini sono Zynga e, nel 2012 ormai, Facebook. Gli investitori dovrebbero stare attenti e badare a valutare le reali prospettive delle società senza lasciarsi fuorviare dalla notorietà di un marchio o di un servizio ormai familiare e di successo. I bilanci sono davvero un’altra cosa.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (1 Voti | Media: 4 su 5)
condividi condividi
2 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • jzzjc

    18 nov 2011 - 19:22 - #1
    0 punti
    Up Down

    Tutta aria, lo dico da tempo, statene alla larga. E non fate i furbi aderendo al collocamento per poi ripiazzare, non funziona più è roba da anni ‘90……

  • match

    27 nov 2011 - 22:01 - #2
    0 punti
    Up Down

    Però stavolta è troppo facile, sarebbe la bolla piu telefonata della storia dell’economia.
    Mesi che si parla di una bolla pronta a scoppiare sul nasdaq. Tutti vogliono entrare su facebook e mollarlo subito dopo!!! Davvero molto strano