
Affare fallito e una penalità da pagare per At&T. Il colosso americano della telefonia ha rinunciato ufficialmente ad acquisire T-Mobile, l’operatore telefonico mobile controllato da Deutsche Telekom: l’offerta da 39 miliardi di dollari era stata presentata a marzo, ma aveva subito attirato l’attenzione delle autorità americane sulle comunicazioni e alla fine il risultato è stato il fallimento del progetto.
In caso di successo At&T sarebbe diventato il primo operatore mobile negli Stati Uniti con una netta distanza sui concorrenti e le due società avevano cominciato anche a diffondere cartelloni pubblicitari con i due loghi congiunti; da subito, però, la Federal Communications Commission aveva sollevato dubbi e aperto immediatamente un’istruttoria sull’operazione.
Eppure i vertici di At&T - in particolare il Ceo Randall Stephenson - erano così sicuri di ottenere un via libera che avevano offerto a Deutsche Telekom una specie di clausola di sicurezza: in caso di decisione negativa da parte delle autorità la compagnia americana avrebbe pagato una penale da 4 miliardi di dollari, che adesso finiranno nelle casse tedesche, ma non saranno sufficienti a consolarli per la mancata cessione.
Lo stop all’acquisizione, infatti, lascia entrambi i “promessi sposi” in una situazione difficile: da un lato Deutsche Telekom ha bisogno di cedere la sua controllata americana per fare cassa, dall’altro At&T ha bisogno di cercare un altro modo per ampliare il proprio spettro di frequenze.
Per mesi gli operatori del settore e gli analisti si erano chiesti come sarebbe stato possibile ottenere un’approvazione da parte della Fcc su una fusione tra due dei principali operatori della telefonia mobile negli Stati Uniti: era chiaro che ci fossero, quanto meno, dubbi sul fronte della concorrenza. Il Dipartimento di Giustizia, come previsto, ha posto condizioni così dure che le due compagnie in un primo tempo hanno provato ad opporsi alla decisione, ma in ultimo hanno preferito rinunciare.
Del resto se l’accordo fosse andato in porto At&t sarebbe diventato il numero uno statunitense nella telefonia mobile con una quota del 42% circa, mettendo insieme i suoi 95,5 milioni di utenti con i circa 33 di T-Mobile: quasi la metà della clientela in un mercato da 296 milioni di utenti che usano il cellulare per parlare, mandarsi messaggi e navigare in Rete. E le conseguenze, sul fronte della concorrenza, sarebbero state forti proprio sul 4G.
Adesso è tutto da rifare e se al tempo dell’annuncio Wall Street aveva brindato al matrimonio e adesso è facile immaginare conseguenze negative sui titoli delle due società.