
Grossi guai e molta confusione tra Nyse Euronext e Deutsche Boerse: i vertici aziendali lavorano da quasi un anno alla fusione tra le due società di gestione degli scambi azionari, ma adesso rischiano di dover fronteggiare il No della Commissione Europea, preoccupata dalle conseguenze di questo matrimonio sulla concorrenza.
Da diversi giorni circola la notizia - rilanciata sia dal Financial Times sia da Bloomberg - che la Commissione di Bruxelles ha già deciso di bocciare la fusione tra i due colossi, in particolare per il timore che si crei un monopolio sul mercato dei derivati, un tipo di prodotti tra l’altro particolarmente colpiti dalle critiche per la crisi finanziaria dell’ultimo anno.
Il vicepresidente della Commissione, lo spagnolo Joaquin Almunia, responsabile dell’Antitrust, a quanto sostengono molte fonti vicine al dossier, ha dato un parere negativo all’operazione che darebbe vita al primo grupo mondiale nei mercati azionari; a quanto pare, in risposta a questi movimenti, oggi si incontrano i leader delle due società, Reto Francioni, ad di Deutsche Boerse e Duncan Niederauer, Ceo di Nyse Euronext.
Arrivati a questo punto, infatti, dopo che sembrava ormai realizzabile il matrimonio tra le due sponde dell’Atlantico, abbandonare tutto e rinunciare rischia di essere troppo costoso, per questo motivo il termine per definire l’accordo, in attesa del via libera dei regolatori, è stato spostato al 9 febbraio. Intanto i portavoce di Db e Nyse negano che sia già arrivata una risposta negativa da Bruxelles e spiegano che le trattative vanno avanti in attesa di una decisione ufficiale: questo è il momento dei lobbysti, che cercheranno di lavorare ai fianchi tutti i commissari dei vari paesi europei, dal momento che la decisione definitiva sarà comunque collegiale.
Il punto è che la relazione di Almunia è molto critica sull’operazione, in particolare sull’unione di Liffe ed Eurex, i listini delle due società che si occupano di derivati. Unire queste due realtà potrebbe “avere un impatto negativo sull’innovazione nei prodotti derivati e sulle soluzioni tecnologiches”, mettendo ko i concorrenti, secondo un rapporto della Commissione Europea che risale ad agosto 2011.
L’acquisizione da parte di Deutsche Boerse è un affare da 6,6 miliardi di dollari, rispetto agli oltre 9 miliardi di febbraio 2011 quando fu annunciata l’intenzione di Db di fondersi con Nyse, nell’ambito di un’operazione amichevole. L’accordo iniziale prevedeva lo scambio di azioni di Deutsche Boerse alla pari con titoli Nyse.