Nei mesi scorsi si ventilava che alla prossima Assemblea di Generali Assicurazioni se ne sarebbero viste delle belle, ma ad oggi tutto sembra sempre calmo; il titolo ha abbandonato anche la recente volatilità e si muove, come sempre, sui fondamentali e sulla sua natura di titolo da cassettista.
A ben vedere però ci sono però vari movimenti “pesanti” sui titoli collegati direttamente e indirettamente e la “battaglia” è in corso soprattutto fuori dalla borsa: basta vedere l’interdizione di Geronzi, il ruolo chiave che sta assumendo l’imprenditore Della Valle, le manovre delle banche amiche, il finto affondo di Enel in Francia senza il lancio dell’offerta (l’opa fantasma di Enel ha solo messo in evidenza che il governo francese scende direttamente in campo a difesa delle aziende del Paese e lo stesso comportamento potrà allora essere seguito dal governo italiano se l’affondo su Generali dovesse prendere il via).
Ma perchè Generali piace così tanto? I motivi sono molti, dal ruolo che storicamente riveste in
Italia (leader di mercato con un piede in ogni centro di potere), a quelli di maggiore interesse legati alle prospettive future (sia sul mercato interno che su quello estero).
All’estero invece è possibile procedere ad una riorganizzazione (in parte già avviata con il nuovo piano industriale) delle partecipazioni e seguire l’esempio di Allianz creando una reale società pa-europea, poi c’è il mercato cinese e i paesi dell’Est (le Generali non sono la Croce Rossa e se hanno
investito milioni in Serbia e Bosnia è perchè avranno valutato un ritorno in un mercato tutto nuovo e tutto da costruire).
Ci sarà allora una “guerra” su Generali? E che parti vedrà coinvolte? Il piccolo risparmiatore
potrà avvantaggiarsi e vedere i suoi diritti tuelati? Domande aperte e per il momento senza risposte.
Riceviamo da Cesant e pubblichiamo