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Capi-azienda narcisisti: una minaccia per le società quotate?

Pubblicato: 13 gen 2012 da alessandro condina

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In una società come la nostra in cui il personalismo - che sfocia fino al culto della personalità - ha pervaso omai tutti i settori, dalla politica alla cultura all’arte alla finanza - come si deve valutare il rapporto che gli amministratori delegati e i capi-azienda in genere hanno con il proprio ego?

Un professore di Management della Pennsylvania University, Donald C. Hambrick, ha deciso di studiare questo aspetto della gestione aziendale ed è arrivato a una conclusione che forse non ci sorprende, ma che dovrebbe spaventare molti piccoli e grandi investitori aziendali: i Ceo narcisisti sono dannosi per le loro aziende e, anche se a volte ottengono risultati eclatanti, spesso nel medio periodo rischiano di mettere a repentagli l’esistenza stessa della società che guidano.

Per narcisismo - dovremmo saperlo tutti - si intende un innamoramento eccessivo di sé stessi, che porta alla voglia di mettersi in mostra e coltivare il culto della propria immagine. In una certa misura, la fiducia in sé stessi, la spavalderia e l’ottimismo sono caratteristiche necessarie di un capo azienda, ma se sfociano in arroganza e megalomania diventano deleterie; in che senso, però, si può definire un Ceo “narcisista”.

Hambrick stabilisce quattro elementi per considerare un alto dirigente affetto da narcisismo:
(1) Sentirsi designati al comando –> Insisto per avere il rispetto e la considerazione che merito;

(2) Leadership/Autorità –> Mi piace essere il centro dell’attenzione;

(3) Superiorità/Arroganza –> Sono meglio degli altri

(4) Egocentrismo/Ammirazione di sé –> Sono assorbito da quanto sono speciale e straordinario.

Ora, dal momento che è quasi impossibile convincere l’ad di una grande società a sottoporsi a un test psicologico, la soluzione è stata individuare alcuni elementi esterni che denotano una personalità narcisista e questi sono:
1. La grandezza della foto del Ceo nel report annuale della società
2. Quante volte il nome del Ceo è ripetuto nei comunicati stampa
3. L’uso, da parte del Ceo, della prima persona singolare nelle dichiarazioni ufficiali agli azionisti e nelle presentazioni
4. La differenza fra i compensi del Ceo (stipendio, bonus, stock option, pacchetti azionari) e quello del secondo dirigente più pagato.

A partire da questi elementi, le ricerche condotte dal professor Hambrick sono arrivate a concludere che, in genere, quanto più un amministratore delegato è narcisista, tanto più spenderà in pubblicità rispetto al fatturato; farà più acquisizioni, pagando le prede a un prezzo più alto; porterà la propria azienda a un andamento altalenante, a volte andranno estremamente bene, a volte malissimo; e infine dopo un periodo di risultati brillanti e invidiabili, in genere porterà la società che guida in una situazione di estrema difficoltà.

Non è complicato provare ad associare questa immagine a diversi personaggi e a storie aziendali recenti o più lontane nel tempo. Nel suo studio più recente, comunque, Hambrick arriva alla conclusione che i Ceo più narcisisti tendono a vivere uno scollamento dalla realtà e continuano a pianificare operazioni ambiziose anche quando la situazione dell’azienda o del mercato consigliano maggiore prudenza.

E che sono troppo sensibili alle lodi e all’atteggiamento dei media nei propri confronti, tanto da sembrare più preoccupati di curare la propria immagine che di far funzionare bene l’azienda che guidano. E di casi, del genere, ce ne sono anche troppi. A voi quali vengono in mente?

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5 commenti

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  • Profilo di caligola

    caligola

    14 gen 2012 - 15:44 - #1
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    Per me quest’analisi lascia un po’ il tempo che trova: pensiamo a Steve Jobs. Possiamo non definirlo una figura narcisista? La Apple era Jobs-centrica fino al suo ritiro e lo è stata per certi versi fino alla sua morte. Tanto che gli analisti tremavano pensando che avrebbe dovuto lasciarne il timone, fino ad arrivare a ipotizzare che Jobs avesse già programmato il futuro di apple da qui a 10 anni. Eppure, nonostante tutto ciò, la Apple ha conosciuto il suo più grande periodo di gloria da quand’è nata sotto la guida del Jobs dell’ultimo decennio.

    Marchionne, anche lui probabilmente può essere definito un po’ narcisista (almeno qui in Italia, dove se ne parla sempre, non so negli USA), ma è in FIAT da ben più del “medio periodo” (nel senso che è passato già un “lungo periodo” dalle sue prime decisioni), e l’azienda è sempre andata bene, per cui anche qui non si può dire che il narcisismo sia male.

    Poi onestamente non so se questi criteri di narcisismo si applichino ai due casi bene e confermino le mie impressioni: io sostanzialmente ho identificato un ceo narcisistico quando la sua azienda si identifica subito con la sua persona (cosa che avviene nei due casi), ma magari non è un criterio sensato e né Marchionne né Jobs si possono dire essere, o essere stati, dei “narcisi”.

  • *** S t o l e n I d e a s . O r g ***

    15 gen 2012 - 21:18 - #2
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    meno male che non vuole che gli si dica grazie … :)

  • Profilo di alecondi

    alecondi

    16 gen 2012 - 08:51 - #3
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    caligola, il tuo commento è molto interessante
    ma se vai a leggere l’articolo di Forbes, citano proprio Steve Jobs per dire che lui, al contrario di quello che si potrebbe pensare, NON era narcisista, tra l’altro perché aveva dovuto affrontare due “fallimenti”: la prima cacciata da Apple e poi l’andamento disastroso di Next computer…
    e poi c’erano alcuni suoi comportamenti che lo escludono dal novero dei veri narcisisti: per esempio si circondava di persone competenti e in gamba, al contrario dei narcisisti che vogliono solo yes-men ed escludono tutti coloro che potrebbero fargli ombra

  • Profilo di caligola

    caligola

    17 gen 2012 - 16:45 - #4
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    Beh in effetti è molto labile il confine tra un manager narcisista e uno che non lo è, immagino :P Difficile comunque a questo punto immaginare qualche CEO famoso che rientri nella categoria appieno e abbia fatto rischiare all’azienda il fallimento…

  • jzbc

    23 gen 2012 - 21:13 - #5
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    Con quella faccia marchionne non può essere narciso, a meno che non sia cieco.