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Downgrade di S&P + nuova crisi greca= lunedì nero in vista

Pubblicato: 16 gen 2012 da alessandro condina

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Come andrà questa settimana che sta appena cominciando in Borsa? Non è difficile immaginare che almeno i primi giorni - a cominciare da oggi - potranno registrare perdite anche molto importanti, non tanto legate all’andamento delle singole aziende, quanto al deterioramento, reale o percepito, della situazione globale sotto il profilo della sostenibilità dei conti pubblici.

La crisi del debito - in particolare la tempesta che sta ancora attraversando l’Eurozona - non ha finito di svolgere il ruolo di questione numero uno per i mercati e lo è ancor di più dopo l’ultimo taglio dei rating da parte di Standard and Poor’s, che ha declassato la valutazione sul debito per quasi tutti i paesi europei, a partire dall’Italia - pecipitata a BBB+ - e dalla Francia, che ha perso la tripla A.

La mossa di venerdì molto probabilmente sarà scontata dai mercati proprio oggi o almeno così si aspettano gli analisti, che ricordano l’effetto del taglio di rating sul debito americano: lunedì 8 agosto le Borse di tutto il mondo reagirono al declassamento degli Stati Uniti e i listini calarono notevolmente, perdendo oltre 3 punti percentuali su molte piazze europee e fino a 7 a New York.

Adesso non è difficile prevedere che succederà qualcosa del genere anche dopo il taglio generale di venerdì, che è arrivato forse fuori tempo massimo, visto che i rischi dell’Eurozona sono oramai chiari a tutti e Standard and Poor’s forse avrebbe dovuto avere il coraggio - e la capacità - di rilevarli un anno fa, prima che esplodesse il caso del debito e prima che alcuni governi europei, come in Spagna e in Italia, venissero travolti dalla crisi del debito.

La questione europea rischia di pesare notevolmente sull’andamento dei mercati azionari, anche per quei titoli che in realtà hanno buone prospettive e si possono immaginare realisticamente come buoni investimenti per il 2012. Per questo motivo per esempio stamani su SeekingAlpha David Alton Clark consiglia di prendere profitto dei titoli che sono andati bene in questi primi giorni di gennaio.

Lui parla in particolare di sette titoli - fra cui per esempio Ford, Cisco, Amd - che aveva consigliato e che in effetti hanno cominciato l’anno all’insegna dei rialzi e hanno messo assieme un guadagno medio del 10%. Adesso, sostiene, è il momento di vendere perché i mercati reagiranno probabilmente in modo scomposto e irrazionale alla decisione di S&P e potrebbero punire anche i titoli che stanno andando bene perché il loro settore o la loro attività funziona.

Chi possiede titoli americani, poi, deve considerare che il taglio del rating per i paesi dell’Eurozona si rifletterà molto probabilmente sull’euro che potrebbe perdere ulteriore terreno sul dollaro: le conseguenze potrebbero essere sgradevoli per le mutinazionali americane che operano in tutto il mondo, ma poi fanno i conti in dollari.

A questi motivi di incertezza si somma poi la crisi greca che non ha smesso di minacciare i mercati. Le ultime indiscrezioni lasciano trapelare l’indisponibilità di Atene ad adeguarsi all’ultimo piano di austerità: a questo punto non resterebbe che il default ufficiale e non sappiamo davvero come reagiranno i mercati. Chi ha qualcosa da realizzare forse potrebbe pensare davvero a vendere e magari rientrare dopo a prezzi più bassi.

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