
L’economia non riparte, i conti pubblici dei paesi occidentali - Europa e Stati Uniti - arrancano, addirittura si potrebbe avvicinare lo spettro di una recessione mondiale. In un quadro del genere, quale settore industriale potrebbe dare garanzie di profitti costanti anche in un quadro recessivo? Il tabacco, ovvio!
Anche se il mercato delle sigarette non è più da tempo in espansione nelle economie avanzate, quello del tabacco rimane comunque un settore solido con volumi costanti e un buon ritorno economico, in particolare per i marchi più prestigiosi e storici, come Marlboro e Philip Morris.
In particolare vale la pena dare un’occhiata ad Altria, la conglomerata che produce e vende, oltre a vino ed altri prodotti, le sigarette a marchio Marlboro, Virginia Slims e L&M: una società con un basso indebitamento, margini solidi e soprattutto un ricco dividendo. Il titolo Altria, quotato a Wall Street, vanta una bassa volatilità - inferiore alla media dell’indice S&P500 - e un dividendo del 5,7%.
I continui flussi di cassa consentono alla società di mantenere alta la remunerazione per gli azionisti ed, eventualmente, potrebbero consentire operazioni di buy-back per sostenere il valore delle azioni.
Negli ultimi 12 mesi l’utile lordo (Ebitda) di Altria ha raggiunto i 6,6 miliardi di dollari, cioè 3,17 dollari per azione; il rapporto prezzo/utili invece è a 17,3 per cui a valori costanti il titolo non ha grandi margini di apprezzamento: in pratica vale la pena di investire per la politica dei dividendi, visto che non ci sono grandi margini di apprezzamento delle azioni.
Qualcosa di più in questo senso, invece, ci si potrebbe aspettare da Philip Morris, che ha registrato ultimamente un’ondata di vendite per cui il titolo dopo aver sfiorato gli 80 dollari alla fine di dicembre ha perso terreno dall’inizio dell’anno ed è scivolato sotto quota 74.
In effetti sui massimi del 2011 erano arrivati alcuni downgrade da parte degli analisti finanziari, ma in ogni caso le valutazioni di Citigroup, Goldman Sachs e Bank of America oscillan tra i 75 e gli 85 dollari. Se aggiungiamo a questo - anche per Philip Morris - il valore di un ricco dividendo, che valeva quasi il 4% annuo sull’investimento anche ai prezzi massimi, allora si può dire che vale la pena di farci un pensiero. Se la crisi non finisce, mi sa che purtroppo in molti si daranno almeno al fumo: una consolazione costosa nel lungo periodo, ma alla portata di molte tasche.
AFFA R.INFO
21 gen 2012 - 17:46 - #1perché in tempo di crisi aumentano gli aspiranti suicidi