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Facebook: Ipo da 5 miliardi di dollari, ma non per tutti

Pubblicato: 03 feb 2012 da alessandro condina

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Un’offerta pubblica di vendita da 5 miliardi di dollari, con il supporto delle più importanti banche d’affari, da Morgan Stanley a J.P. Morgan e Goldman Sachs. Dopo tanta attese, tanti annunci poi rimandati, alla fine Facebook ha presentato alla Sec un’istanza per la quotazione in Borsa.

Dopo soli 8 anni di attività, il social network più famoso al mondo ha una base di 800 milioni di utenti attivi mensilmente: nel 2011 il fatturato ha raggiunto i 3,7 miliardi di dollari. La crescita futura, però, non potrà mantenere i ritmi registrati finora e la società stessa, nei documenti presentati alle autorità di controllo, ammette i propri punti di debolezza, come sottolinea TechCrunch.

Innanzitutto Facebook ha già quasi saturato i suoi mercati chiave nel mondo occidentale, in termini di utenti. E poiché finora la redditività della società è legata al numero di iscritti attivi, in futuro un rallentamento nella crescita dell’utenza potrà riflettersi anche sui risultati economici. Ma non basta: fra gli altri fattori di rischio ci sono la carenza di prodotti dedicati all’utenza via cellulare, la pressione dei concorrenti come Google+, Twitter e Microsoft, la censura dei governi e la normativa sulla privacy, la dipendenza da un solo cliente, Zynga, per il 12% dei ricavi.

Innanzitutto la società ammette di non generare alcun flusso di cassa significativo dai prodotti via cellulare, il che a lungo andare potrebbe danneggiare i profitti se la clientela continuerà a passare sempre più tempo su Facebook via cellulare che dal computer fisso. Infatti il sito visibile su smartphone e le stesse app non contengono pubblicità o annunci di alcun tipo ed è complicato pensare a una forma di spot che non disturbino troppo gli utenti. Per di più Facebook non ha un proprio cellulare o sistema operativo, per cui deve sfruttare le possibilità che gli offroni sistemi esterni come iOs e Android.

C’è da aggiungere che Google e Apple controllano direttamente i sistemi di pagamento collegati alle app sui loro sistemi operativi, privando Facebook di una parte dei suoi possibili utili. I concorrenti, come Google Microsoft Twitter, hanno la possibilità di interferire nelle attività di Facebook, ma mentre Twitter può essere facilmente fronteggiato, Google ha una potenza di fuoco tale - grazie alle risorse economiche e alla liquidità disponibile, oltre che all’interoperabilità con i suoi altri prodotti come Gmail, Google search, eccetera - che Facebook è esposto a una vera concorrenza, anche a causa della possibilità da parte di Google di adattare gli annunci pubblicitari alla clientela.

Oltre a tutto questo Facebook deve fronteggiare in alcuni paese una forte censura governativa, come in Cina per esempio, mentre nei paesi occidentali e in particolare in Europa le sue attività sono limitate da una normativa sulla privacy molto avanzata, che tutela i diritti dei clienti.

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3 commenti

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  • °°°° 100per100.info °°°°

    04 feb 2012 - 13:54 - #1
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    solo per chi ha i soldi per comprare le azioni, ovviamente

  • jhsjj

    05 feb 2012 - 21:58 - #2
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    Lasciate perdere è una delle più grandi bolle di sempre. Tenetevi liquidi.