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Le azioni Zynga volano, ma solo sull'onda di Facebook

Pubblicato: 07 feb 2012 da alessandro condina

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Gli ultimi giorni - più o meno dall’inizio di febbraio - stanno mostrando un rinnovato interesse per Zynga, l’azienda tecnologica famosa per i videogiochi online che distribuisce su Facebook. Il titolo ha preso il volo e, dopo aver vivacchiato a lungo attorno ai 10 dollari, prima è schizzato fin sopra i 14 dollari e adesso veleggia poco sotto i 13 dollari. Il tutto con volumi moltiplicati rispetto al mese precedente.

Ma che cos’è successo a Zynga? e che cosa hanno visto gli investitori per riscoprire questo titolo? Di certo a innescare questa ondata di acquisti sul titolo ha contriuito più di ogni altra cosa la documentazione presentata da Facebook per chiedere la propria quotazione in Borsa: in quei documenti si legge che il 12% delle entrate di Facebook dipendono proprio da Zynga.

Questo “piccolo particolare” significa in pratica che ancora per un po’ di tempo - almeno finché Facebook non troverà un’alternativa e non amplierà le proprie fonti di incasso - l’accordo fra la società di videogiochi e il colosso dei social network non sarà messo in discussione, dunque Zynga potrà approfittare di questa posizione di vantaggio. Ma a parte questo sembra che ci sia ben poco d’altro.

Se guardiamo ai numeri, appare evidente che Zynga non è fra le società più redditizie del suo settore: il margine operativo della società è del 28%, contro un minimo auspicabile del 40%; in confronto, Activision Blizzard ha un margine del 50% secondo Reuters.

Ma c’è dell’altro: innanzitutto i rapporti difficili della proprietà con i media, con una conseguente opacità sul funzionamento dell’azienda, e soprattutto i diritti di voto del fondatore Mark Pincus. Pincus possiede una classe di azioni davvero molto speciali, con il 70% di diritti di voto in più rispetto alle azioni ordinarie: ciò significa che rispetto agli altri azionisti la volontà di Pincus conta molto di più. Ne sarebbe stato entusiasta Enrico Cuccia, secondo cui le azioni non si contavano, ma si pesavano.

L’ultimo punto dubbio riguarda invece proprio i risultati aziendali: dei numerosi clienti registrati, solo il 3% paga per giocare online. Con una percentuale di utenti paganti così ridotta, che prospettive ha realmente Zynga?

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