Ipo o nuovi azionisti in vista per Bertelsmann


Grandi manovre in vista nella finanza tedesca, dove il colosso dei media Bertelsmann si prepara a rinnovarsi e ha già cambiato pelle per accogliere nuovi azionisti. Qualsiasi trasformazione, però, non comporterà una riduzione di potere per la famiglia Mohn, che non intende mollare la presa e cambiare idea rispetto al modello di capitalismo familiare.

Fra qualche tempo, forse, ci accorgeremo che gli Agnelli sono sempre stati all'avanguardia, se non nella tecnologia motoristica e meccanica, certamente nelle costruzioni finanziarie e nella creazione di una rete societaria che permettesse l'apertura a capitali esterni alla famiglia senza compromettere il controllo dinastico. Più o meno è questo il progetto dei Mohn.

Sotto la guida del nuovo direttore generale Thomas Rabe, Bertelsmann si è già mossa per cedere una partecipazione strategica a investitori selezionati oppure scegliere la via di un'offerta pubblica iniziale: la struttura giuridica della società, infatti, è stata modificata per fornire al gruppo tedesco i miliardi di euro necessari a una significativa espansione, mantenendo le leve del comando in mano alla famiglia Mohn.Lo strumento è la trasformazione in un cosiddetto KgaA, per cui i proprietari del gruppo diventano i soci accomandatari, cui fa capo il consiglio di amministrazione , mentre altri investitori possono acquistare quote della società operativa.

Non molto dissimile dal percorso già battuto da altri gruppi tedeschi aziende a proprietà familiare, come Henkel, il gruppo dei beni di consumo, e Merck, la casa farmaceutica, che hanno raccolto risorse fresche sui mercati azionari senza perdere il controllo familiare. Concretamente Bertelsmann - che controlla RTL Television, Magazines G & J e i Libri Random House - non ha ancora deciso esattamente quando e come aprire le porte a investitori esterni, ma il progetto di Rabe è resituire alla società quella rilevanza globale persa negli ultimi cinque anni.

Solo nel 2006 la decana della famiglia, Liz Mohn, aveva bloccato un'Ipo, quando Bertelsmann aveva riacquistato il 25 per cento delle azioni detenute dall'investitori belga Albert Frère per € 4,5 miliardi. Dopo un lungo piano di risparmi e riduzione dell'indebitamento adesso la società è pronta a investire per nuove acquisizioni - nei settori in crescita - ampliando l'attività a nuovi rami, come l'istruzione, e a regioni in rapida crescita come Cina, India e Brasile. Il punto di partenza sarà Bmg, la società operativa che gestisce i diritti d'autore di Bertelsmann in campo musicale.

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