Il destino del BlackBerry colpirà iPhone e Android?

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Guai sempre più grossi per Rim (Research in Motion): la società che ha inventato e produce il BlackBerry archivia un altro trimestre in perdita e vede le sue azioni crollare dai 140 dollari del 2008 ai 14 dollari di venerdì scorso. Com’è possibile un simile tracollo in così poco tempo? E soprattutto, quello che è capitato a Rim rischia di riprodursi nel giro di qualche anno con gli attuali padroni del mercato Smartphone, cioè Apple e Google?

Un risultato negativo da imputare alla funzione imprenditoriale dell’impresa, quella che doveva occuparsi di scoprire e sfruttare nuove opportunità di business e garantire l’esistenza della società nel tempo, attraverso i decenni e magari da un secolo all’altro. In questo caso, però, qualcosa non ha funzionato.

Nel primi anni del 2000, l’azienda eccelleva in tutte e tre le funzioni. In ambito sociale, ha generato migliaia di posti di lavoro e ha fornito risorse per l’economia canadese, e la comunità locale. Nell’area gestionale, eseguiva una strategia di marketing accorto, sviluppando una serie di prodotti BlackBerry rivolti in primis agli utenti aziendali e, infine, a tutti. Nel settore imprenditoriale, ha offerto ai consumatori prodotti innovativi che battono i prodotti tradizionali cellulari. Ma bastano poche scelte sbagliate, nel momento più delicato, per ribaltare i destini di una società, nel bene (come per Apple e Google) e nel male.

L’arrivo di nuovi prodotti come l’iPhone e l’iPad di Apple e i telefonini Android prodotti da Samsung, LG e HTC hanno messo in difficoltà il BlackBerry, che solo cinque anni fa era praticamente sinonimo di “smartphone”. Era sulla buona strada per diventare un marchio generico, come Kleenex o Band-Aid, ma invece ha fatto la fine del Walkman di Sony: ha ballato solo qualche estate.

Giovedì Rim ha annunciato che stava licenziando i dirigenti migliori, i ricavi hanno continuato a scendere e il prezzo delle azioni della ditta è sceso al livello più basso dal 2003. Gli analisti del settore stanno abbassando le loro previsioni per l’impresa e non è chiaro se qualche pretendente - si parla di Microsoft con insistenza - potrebbe essere disposto a intervenire e salvare l’azienda.

Se RIM non riesce a tirare fuori una soluzione, il BlackBerry diventa lo studio esempio che esemplifica quanto velocemente un “impero dell’informazione” può salire e scendere nell’attuale mercato delle tlc. Microsoft sembrava in perfetta posizione per far decollare il suo Windows Mobile di fascia alta sui produttori di cellulari smartphone fino a quando Apple e Android hanno interrotto la sua attività. Pochi anni fa l’idea che Apple o Google potessero diventare seri contendenti nel settore smartphone era accolta con derisione, anche disprezzo. E invece la storia racconta un’altra conclusione. Anche Apple e Google rischiano di finire così? Non è affatto detto, ma allo stesso modo nessuno può assicurare che il loro futuro sia altrettanto roseo del recente passato.

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    la prossima fine di Nokia, RIM e del WP7 renderà Google ed Apple ancor più ricche e potenti Scritto il Date —

 

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