E’ bastato che giovedì il Presidente della Federal Reserve di Chicago Michael Moskow dichiarasse che “sussistono rischi sulle previsioni d’inflazione” perchè il mercato iniziasse subito a rivedere le proprie previsioni riguardo l’andamento dei tassi di interesse, iniziando a scontare il rischio di ulteriori strette monetarie future, facendo così cambiare rotta ai listini, mantenutisi fino a quel momento nella settimana con una intonazione positiva. Il future S&PMib non è sfuggito a questo destino e venerdì, dopo aver tentato di superare i precedenti massimi di quota 37145 migliorandoli solo marginalmente (con il test di 37170) si è dovuto arrendere alle pressioni ribassiste disegnando una candela giornaliera che è penetrata al di sotto dei minimi della precedente, inviando quindi un segnale se non di debolezza almeno di incertezza.
Del resto il quadro grafico del derivato italiano attraversa una fase critica per almeno due motivi. Innanzitutto le quotazioni stanno testando ormai da due settimane il lato superiore del canale rialzista tracciato dai minimi di agosto 2004. In analisi grafica è possibile osservare come i prezzi oscillino spesso nell’ambito di due linee parallele, costruendo una sinusoide all’interno di una strada più o meno inclinata. Nel caso di un canale rialzista, individuato da una trend line passante per i primi due minimi del movimento e dalla sua parallela tracciata dal massimo intermedio (per lo S&PMib i minimi sono quelli dell’agosto 2004 e dell’ottobre 2005, mentre il massimo intermedio è quello del febbraio 2005), usualmente si tiene sotto stretto controllo la base del canale stesso per ricavare i primi segnali di inversione di trend a seguito di una sua violazione. Nel caso in questione tuttavia ad essere messa sotto pressione non è stata la trend line sottostante i prezzi, ma la sua parallela. La rottura di questa linea, resistenza attualmente a 37180, inveirebbe un segnale di accelerazione del tasso di crescita seguito fino a questo momento, indicando quindi una volontà del mercato non solo di continuare a fare apprezzare il future ma anche a farlo più velocemente di quanto accaduto in passato. Il mancato superamento dell’ostacolo sarebbe tuttavia un indizio preoccupante, almeno per quello che riguarda il breve/medio termine, perchè potrebbe implicare la volontà del mercato di dirigere verso la base del canale prima di tornare a spingere sul fronte del rialzo. Ed in questo contesto va letto il secondo motivo di preoccupazione riguardante il grafico del derivato nostrano: a partire dal top del 2 febbraio infatti i prezzi si sono mossi nell’ambito di una fase laterale (meglio visibile sul grafico intraday), compresa tra area 36250 e 37150 appunto. Sotto quota 36750 (base del gap rialzista lasciato giovedì scorso in apertura) e con successive conferme al di sotto di 36670, i pessimisti potrebbero iniziare a vedere un rischio elevato che quello disegnato nelle ultime sedute non sia un range laterale di continuazione, ma piuttosto una figura di inversione, un triplo massimo che verrebbe poi completato da discese al di sotto di 36250. In quel caso l’ampiezza del range laterale, 900 punti circa, verrebbe ribaltata verso il basso per individuare il target minimo del triplo top, con i prezzi diretti verso il supporto di 35350 almeno. Tra questo supporto e quello posto a 35035 (massimo di settembre 2005) si colloca anche il 38% retracement (primo livello di Fibonacci della scala più comunemente utilizzata) del rialzo dai minimi di fine ottobre 2005, facendo così dell’area poco al di sopra dei 35000 punti un sostegno chiave per la determinazione del contesto di medio termine. In caso di violazione dei 35000 punti vi sarebbe infatti un elevato rischio di proseguimento della discesa verso la base del canale, attualmente in area 33200, crescente di 400 punti al mese circa (immaginando quindi ad esempio che il ribasso impieghi un mese prima di testare la base del canale a quel punto il valore del supporto sarà salito a 33600). In caso invece di tenuta dei supporti di area 36250 e di successiva rottura della resistenza di 37180/200 sarebbe lecito immaginare il ribaltamento verso l’alto dell’ampiezza del recente trading range, con un target per i prezzi quindi in area 38050/100 almeno. In ottica di medio termine poi la rottura del lato alto del canale che sale dall’agosto 2004 costituirebbe un importante segnale rialzista, il cui significato potrebbe andare ben oltre il target dei 38000 punti indicato, portando ad ipotizzare movimenti verso i 40000 punti almeno.