Forse gli investitori italiani non se ne sono accorti, concentrati come sono sulla vigilia di un voto importante (che tuttavia potrebbe non avere grossi effetti sul mercato domestico), ma nella giornata odierna ci sono stati due accadimenti che condizioneranno, forse pesantemente, l’andamento del listino di Milano nelle prossime sedute.
Il primo di questi fatti è il rialzo del prezzo del petrolio, che dopo una settimana di relativa calma ha superato i 68 dollari tornando sui livelli di febbraio. Quota 70, soglia critica avvicinata la scorsa estate dopo il passaggio dell’uragano Katrina, è in vista, ed in caso di sfondamento è facile pronosticare una nuova accelerazione al rialzo. La motivazione è presto detta: l’attività della raffinerie Usa rallenta e con l’avvicinarsi del periodo estivo, tradizionalmente avido di carburanti, sono in molti a ritenere che le scorte di benzina potrebbero scendere rapidamente facendo aumentare la tensione sui mercati. Oltre alla raffinazione anche la produzione poi è in difficoltà: le tensioni in Nigeria aumentano e difficilmente la produzione verrà riportata alla normalità in tempi brevi. Risultato, a causa degli interventi dei ribelli, la produzione del paese africano è scesa di mezzo milione di barili al giorno. Gli esperti stimano, alla luce di questi eventi, che il prezzo medio del greggio nel 2006 sarà dell’11% circa più alto di quello del 2005 (archiviato con una media di 56,70 dollari al barile).
Con uno scenario di questo tipo ci vuole poca fantasia a pronosticare ulteriori aumenti per i titoli petroliferi e per gli energetici in generale. Tra i big quindi spazio ad Eni e Saipem e Snam Rete Gas, in alternativa, se si cerca maggiore volatilità, si può puntare su Erg (oggi +6,1%) ma anche su Edison, dopo che l’ad Umberto Quadrino ha dichiarato oggi “”l’energia elettrica è il nostro business principale ma vogliamo anche ricostituire una posizione sul gas”.
Il secondo evento che potrebbe condizionare i mercati nelle prossime settimane è stato la riunione odierna della BCE.
La Banca Centrale Europea non solo non ha alzato i tassi, ma per voce del suo Governatore ha fatto sapere che probabilmente non li alzerà nemmeno a maggio: “l’elevata probabilità che i mercati attribuiscono a un rialzo dei tassi in occasione del prossimo meeting - ha infatti dichiarato Trichet- non corrisponde al nostro sentiment”. Le quotazioni delle principali banche europee su questa notizia sono salite, e non ci sarebbe nulla di strano se anche il comparto domestico, già in fibrillazione sui temi di fusioni ed acquisizioni, traesse nuovi spunti per salire con rinnovato vigore. A chi già sembra alta Capitalia ai prezzi attuali avrà quindi forse modo di stupirsi nelle prossime settimane. I titoli da seguire sono sempre gli stessi, oltre a Capitalia la lista comprende Monte Paschi, le principali popolari (Milano e Verona / Novara), San Paolo Imi, e tra i minori CR Firenze e Credem.Questi i due temi nuovi che possono solleticare l’attenzione degli investitori nostrani. Da non dimenticare poi il settore della tecnologia, già messo più volte in evidenza su queste pagine, che continua a beneficiare della ripresa del Nasdaq sopra livelli grafici rilevanti. STM anche oggi ha messo a segno un rialzo del 2%, e questo potrebbe essere solo l’avvio di un nuovo rialzo.