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Cosa succederà dopo le elezioni? Quale sarà il ruolo di Ciampi?

Pubblicato: 07 apr 2006 da AleOne

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Cosa succederà dopo il voto? Quanto tempo dovremo aspettare prima di vedere insediato il nuovo governo? La lunga durata del Governo Berlusconi ha fatto un perdere un po’ di pratica ai cittadini con i passaggi tecnici che segnano l’insediamento del governo dopo le elezioni (in passato questo avvenimento era molto più frequente, basti ricordare che dal 1980 ad oggi si sono susseguiti 22 governi, una media di un cambiamento di Governo ogni 1,18 anni). Ed in ogni caso questa volta i diversi passaggi saranno complicati dal fatto che il 18 maggio scadrà il settennato di Ciampi e che quindi andranno attivate anche le procedure per l’elezione del nuovo Presidente. Vediamo quindi di fare chiarezza su quelli che saranno i passi principali.

Dal momento in cui sarà certo l’esito delle elezioni, presumibilmente il prossimo martedì mattina, ci saranno quindici giorni per l’insediamento delle Camere. Passerà poi almeno una settimana per l’elezione dei due presidenti e dei due uffici di presidenza, nonché per quella dei gruppi parlamentari dei partiti.

A questo punto il nuovo Presidente della Camera potrà indire entro quindici giorni la riunione dell’Assemblea parlamentare per procedere alla elezione del Capo dello Stato.

Un rapido calcolo delle date ci porta al 10 maggio.

Tra il 10 ed il 18 maggio Ciampi avrebbe il potere di nominare il nuovo Presidente del Consiglio (in questo caso i due schieramenti sono stati chiari nell’indicazione di quello che sarà il Presidente del Consiglio in caso di vittoria delle elezioni, o Berlusconi o Prodi): durante il semestre bianco il Presidente delle Repubblica perde infatti alcune delle sue facoltà, come ad esempio quella dello scioglimento delle camere, ma non quella di nominare il Presidente del Consiglio.

In alternativa Ciampi potrebbe decidere di seguire l’iter canonico. In questo caso si procederebbe prima alla elezione del nuovo Capo dello Stato (la Costituzione prevede l’elezione del Presidente a Camere riunite, con la votazione dei 2/3 per i primi tre scrutini, ed a maggioranza assoluta per i successivi).

Avrebbero poi luogo la consultazione con i suoi predecessori e quella con i capi dei gruppi parlamentari. Successivamente ci sarebbe la designazione del nuovo capo del Governo (ad opera del nuovo Presidente della Repubblica) ed una volta che questo avesse sciolto la riserva vi sarebbe la presentazione della lista dei ministri ed il giuramento.

Il nuovo Governo si dovrebbe presentare al Parlamento per il voto di fiducia, ma è bene ricordarlo, esso è da ritenersi in carica a tutti gli effetti già a partire dalla firma dei decreti di nomina.

Nonostante i molteplici passaggi tutto potrebbe filare liscio. A meno che dalle urne esca un risultato poco convincente, o addirittura una diversa maggioranza alla Camera (dove con il proporzionale è stato previsto il premio di maggioranza) rispetto a quella che ci sarà in Senato. In quel caso, in pieno “stallo” istituzionale e con lo spettro di una nuova tornata elettorale (che presumibilmente non potrebbe tuttavia avere luogo prima dell’autunno), è prevedibile un lungo percorso prima di arrivare alla scelta del nuovo Capo dello Stato. Ed allora Ciampi potrebbe presentarsi ancora una volta come il salvatore della Patria.

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