La dichiarazione di ieri di Mario Draghi “La ripresa senza dubbio è in corso” arriva un po’ troppo tardi per essere utilizzata in campagna elettorale dalla attuale maggioranza. Il Governatore della Banca di Italia, al suo primo vertice internazionale dalla nomina, l’Ecofin di Vienna, usa parole in linea con quelle dei grandi organismi internazionali, la Commissione Ue ed il Fondo monetario, che sono in procinto di rivedere al rialzo le stime di crescita. Insomma, l’ottimismo regna sovrano.
Il Governatore dice di vedere “diversi segnali che dicono che le cose vanno meglio”. Ed ancora “gli investimenti e le esportazioni” tirano e soprattutto ha ripreso a marciare l’economia tedesca: “Quando la Germania migliora va meglio anche tutto il resto”.
Anche il finlandese Ekki Likanen assicura che “I dati lo confermano” e lo stesso commissario Ue, Joaquin Almunia, dice che le prospettive stanno migliorando “rispetto a pochi mesi fa”.
Il nuovo Governo, quale che sia, potrebbe iniziare la sua strada già in discesa.
Certo, per il centrodestra ci potrebbero essere dei rimpianti:
se questi mutamenti si fossero manifestati già da qualche mese il ministro Giulio Tremonti avrebbe avuto qualche argomento in più per convincere gli italiani dei risultati ottenuti dal Governo.Invece ancora a marzo Draghi, parlando a Cagliari, aveva detto che l’Italia era “in affanno”, anche se ad onor del vero aveva pure pronunciato la frase “Si coglie qualche segno di ripresa”, che detta da un uomo notoriamente prudente nei suoi giudizi come lui, poteva però essere già letta come una anticipazione dei mutamenti che si sono succeduti.