Il lancio dell’iPhone5, prima ancora del suo effettivo arrivo sugli scaffali degli Apple center, spinge in alto le quotazioni della società di Cupertino e permette di superare un altra barriera che sembrava irraggiungibile, quella dei 700 dollari per azione.
A questo punto la prospettiva dei 900 dollari per azione non è più una chimera, visto il successo dell’ultimo arrivato tra i cellulari intelligenti della Mela morsicata. A quanto comunica la stessa società gli ordini per l’iPhone5 hanno raggiunto i 2 milioni di pezzi in 24 ore di pre-commercializzazione. Per fare una comparazione, l’iPhone4 era stato prenotato da 600mila persone e il 4S da un milione di acquirenti.Anche oggi le quotazioni viaggiano sopra i 700 dollari, per una capitalizzazione di Borsa che supera i 655 miliardi di dollari: mai nessuna società privata è arrivata a valere così tanto nella storia, neppure la Microsoft dei record.
È sorprendente la corsa che i titoli hanno realizzato in un arco di tempo tutto sommato ridotto: solo a inizio 2010 un’azione Apple valeva circa 200 dollari e a marzo di quest’anno era a 600 dollari, quando in molti si chiedevano se non si fosse esaurita la spinta propulsiva del titolo.
Adesso invece è arrivato un nuovo record, grazie soprattutto alle prospettive di utili superiori a 44 dollari per azione per l’anno fiscale che si chiude a settembre 2012 e oltre 52 dollari per l’anno successivo. Non è escluso che prima o poi possa arrivare uno split per le azioni.

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