Monti: il 2012 peggio del previsto e recessione nel 2013

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Che il 2012 sarebbe stato un anno di “passione” per l’economia italiana lo sapevamo tutti, ma il governo Monti si è preso la responsabilità di spiegare chiaramente che le cose andranno ancora peggio del previsto. E anche nel 2013, nonostante un inizio di ripresa, non usciremo dalla recessione.

Ieri si è riunito il Consiglio dei Ministri che ha modificato le stime sulla crescita e i conti pubblici per il periodo 2012-2015. In confronto alle previsioni inserite nel Documento di economia e finanza del 18 aprile, le stime sono state riviste al ribasso. Nel comunicato del governo si legge che

a causa del peggioramento dello scenario internazionale, in particolare della zona euro, nel 2012 è prevista una contrazione del Pil del 2,4% e nel 2013 la crescita dovrebbe essere leggermente negativa. L’anno prossimo infatti, a causa dell’effetto di trascinamento del calo registrato nel corso del 2012, è previsto una contrazione dello 0,2%.

Ci sarà quindi l’effettiva crescita economica, ma solo nei due anni successivi, grazie a un’inversione di tendenza che comincerà già l’anno prossimo:

Nel 2014-2015 è prevista una crescita rispettivamente dell’1,1% e dell’1,3% grazie all’aumento della domanda interna ed esterna in virtù degli effetti positivi delle riforme strutturali per rilanciare l’economia.

Ecco: le riforme strutturali per rilanciare l’economia non daranno frutti prima di due anni, anche perché finora l’esecutivo, per sua stessa ammissione, si è occupato e preoccupato del pareggio di bilancio (da raggiungere l’anno prossimo) e dell’equilibrio dei conti pubblici, invece di occuparsi del rilancio dell’economia. Con le parole del presidente del Consiglio Monti

Il governo si è concentrato sull’obiettivo della sicurezza finanziaria e quindi non ha potuto dare la priorità a misure per la crescita.

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