Fondi pensione: male quelli italiani, -2,8% nel 2011

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Non è una buona notizia per chi ha deciso di spostare i soldi del suo Tfr dall’azienda a un fondo pensione: l’anno scorso nei paesi industrializzati i fondi pensione hanno ottenuto risultati negativi, con un calo dell’1,7%, che per l’Italia diventa ancora peggio, con un -2,8%.

Uno studio dell’Ocse segnala al tempo stesso la performance negativa dei fondi, proprio nello stesso anno, il 2011, in cui la raccolta complessiva, cioè tutto il denaro investito, ha raggiunto il record di 20.100 miliardi di dollari, ben 900 miliardi in più: sono stati recuperati così i 3.400 miliardi di valore di mercato persi globalmente nel 2008. Ma il 2011 è andato male.

L’Italia, oltre a registrare un risultato peggiore della media (18esima su 29 Paesi), è anche la peggiore riguardo al peso dei fondi pensione (il valore di mercato degli asset accumulati) rispetto al Pil: il 4,9% contro una media ponderata Ocse del 72,4%, con l’Olanda prima (138%), davanti a Islanda e Svizzera (111%). Di riflesso l’Italia è al top nel’Ocse per la spesa pubblica per le pensioni, superiore al 10% del Pil contro la media del 7% circa.

Ovviamente l’andamento negativo dei fondi pensione è legato all’andamento dell’economia mondiale e, in particolare, ai corsi azionari e al calo dei tassi di interesse che ha fatto calare i rendimenti dei titoli di stato più sicuri, tanto è vero che il risultato per le gestioniè stato negativo in molti paesi.

Si va dagli Stati Uniti (-2,7%), alla Gran Bretagna (-2,5%), dal Giappone (-3,6%) all’Austria (-6%) fino alla Turchia (-10,8%). Le eccezioni positive comunque sono rilevanti, a cominciare dalla Danimarca, dove il rendimento medio è stato pari del 12%, seguita dall’Olanda (+8,2%), dall’Australia (+4,1%) e da altri sei Paesi tra cui Canada (+1,8%) e Svizzera (+0,6%).

Il principale mercato dei fondi pensioni restano gli Usa con asset per 10.600 miliardi di dollari, anche se la loro quota sul totale è scesa dal 67,3% del 2001 al 53%. L’Italia si ferma a 107 miliardi, nonostante l’incremento registrato dai 25 miliardi del 2001.

L’anno scorso i fondi pensione hanno messo da parte le azioni, il cui peso nei portafogli è sceso a minimi storici. Solo in Australia (49,7%), Usa (48%) e Finlandia (41%) le azioni hanno ancora un peso superiore ai bond. In Italia si fermano al 15% circa, mentre le obbligazioni raggiungono quasi il 50%.

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