Giochi di potere intorno al Leone di Trieste: Ligresti ha bussato alle porte del Cda. Ieri quando Mediobanca si è riunita per discutere del caso Geronzi, i Ligresti, che tramite Premafin hanno nella banca di Piazzetta Cuccia una partecipazione del 4% e tramite Fonsai una quota del 2,4% in Generali, hanno subito sollevato la questione. In effetti un posto vacante nel board di Assicurazioni Generali c’è ed è quello dello scomparso Tito Bastianello.
La candidatura sarebbe per lo stesso Salvatore Ligresti già pronto, dopo la risoluzione di qualche impedimento legale, a entrare nel management. Sponsor dell’operazione, scrive un articolo pubblicato sul Financial Times di oggi lo stesso Vincent Bolloré, socio dei Ligresti in Mediobanca e quindi sponda importante per quel seggio la cui nomina tocca alla stessa banca d’affari. L’ex feudo di Cuccia ha infatti una quota superiore al 13,6% in Generali.
La stampa ha subito colto l’occasione per parlare di un altro cavaliere bianco, segnatamente lo stesso Bolloré, corso in difesa della “cassaforte d’Italia”, come qualcuno chiama Generali. Il primo cavaliere bianco è stato infatti, poco tempo fa, Romain Zalenski salito a una quota di circa il 2,2% nella compagnia del Leone.
Al centro del conflitto ci sarebbe la quota Capitalia in Mediobanca che farebbe gola al gruppo Intesa. Questa operazione non piacerebbe affatto a Bolloré che avrebbe anche l’appoggio di Antoine Bernheim (in foto), altro sostenitore dell’”italianità” di Generali, il quale avrebbe appoggiato la cooptazione di Ligresti. È buffo però osservare che, in difesa del Belpaese e dei nostri asset (l’azionista di maggioranza di Intesa è il Credit Agricole col 15%) ci siano ormai soltanto degli stranieri.