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In attesa della grossa coalizione i mercati non si fermano. Oro e petrolio a record storici

Pubblicato: 12 apr 2006 da AleOne

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Mentre in Italia si discute se scimmiottare quanto fatto dai tedeschi con la Grande Coalizione (ma da noi se lo faranno lo chiameranno ufficialmente Grande Centro, ufficiosamente Grande Inciucio) o se governare con una maggioranza traballante (da mettere alla prova in parlamento) il resto del mondo non si ferma. A New York è stato ieri ancora record per le quotazioni dell’oro, che sale ad un nuovo massimo da 25 anni. Le tensioni sul prezzo del petrolio, sul dollaro ed in generale su di un aumento dell’inflazione sono alla base del ritrovato appeal del bene-rifugio per eccellenza. I contratti con consegna a giugno del metallo giallo sono volati a 604 dollari, il livello più alto dal dicembre 1980.

Ovviamente l’oro non si è mosso da solo: anche l’argento è salito a valori che non si vedevano da 23 anni, superando i 13 dollari, mentre il rame ha raggiunto un nuovo massimo a 6,001 dollari per tonnellata. Il petrolio ha invece raggiunto quota 70 al barile scontando l’eventualità di una riduzione delle forniture dall’Iran a seguito della controversia sul programma nucleare di Teheran.

Proprio ieri l’Iran ha annunciato il successo di alcuni test per l’arricchimento dell’uranio, la sostanza necessaria per produrre carburante nucleare. Il presidente Mahmoud Ahmadinejad ha detto nelle ultime ore in un discorso alla tv: “Annuncio ufficialmente che l’Iran si è unito al gruppo di quei paesi che hanno la tecnologia nucleare. E’ il risultato della resistenza della nazione iraniana” aggiungendo poi “In base ai regolamenti internazionali, continueremo il nostro cammino fino a che non raggiungeremo la produzione in scala industriale dell’arricchimento dell’uranio”.

“Se il regime continuerà a muoversi nella direzione attuale, parleremo con gli altri membri del consiglio di sicurezza e la Germania su come andare avanti”, ha detto il portavoce della Casa Bianca Scott McClellan. In ogni caso sembra non esserci fretta: il dipartimento di Stato americano ha detto che anche se la dichiarazione di Teheran fosse vera, ci vorrebbero anni prima Teheran sia in grado di produrre armi atomiche. In ogni caso in uno scenario di questo tipo è difficile immaginare una inversione nel trend delle materie prime.

StreetTracks, il fondo più importante che opera sul mercato dell’oro è infatti già salito di circa il 30% quest’anno. Quindi, in attesa di vedere cosa succederà da noi il suggerimento rimane sempre lo stesso, puntare su oro e commodities, in attesa di vedere tempi migliori.

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  • eusebio

    12 apr 2006 - 11:09 - #1
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    MILANO (MF-DJ)–Ubs stima per il 2008 un prezzo del petrolio (Brent) a 59,5 dollari/barile. L’introduzione della previsione non modifica significativamente le valutazioni dei titoli del settore con un impatto di circa il 3-4%. Eni -0,74% a 23,99 euro.