I petroliferi del made in Italy non vanno bene stamane: Erg perde quasi il 2% intorno alle 11 dopo i rialzi di ieri e anche Eni è in calo, anche se lima i danni allo 0,7% circa. Ancora più ridotte le perdite di Saipem intorno allo 0,35%.
E mentre stamane sul circuito elettronico i future sul Brent salgono al nuovo record storico di 69,71 dollari al barile, sopra i 69 dollari i future sul Light crude che toccano i 69,17 dollari, continua l’incertezza dei mercati fra la tentazione di ricorrere al petrolio come bene rifugio e il timore che i prezzi sempre più elevati danneggino l’economia globale.
L’impennata dei prezzi del petrolio riflette il timore di possibili interventi militari Usa sugli impianti iraniani per la produzione di uranio arricchito, dopo che ieri Teheran ha annunciato che entrarà quanto prima a far parte del club delle potenze nucleari mondiali.
A pompare i prezzi del barile anche i problemi in Nigeria, uno dei principali produttori mondiali con i suoi 2 milioni e 500 mila barili giornalieri, dove proseguono gli attacchi dell’organizzazione armata “Movimento per l’Emancipazione del Delta del Fiume Niger” contro le installazioni petrolifere. Shell sembra addirittura intenzionata a non rimandare il personale in zona.
Anche dal Venezuela le intenzioni di Hugo Chavez di rafforzare il controllo statale sulla produzione petrolifera creano apprensione sui mercati.
Insomma dicevano che l’epoca del petrolio era finita, ma fra conflitti geopolitici da un lato e la crescente domanda da parte dei Paesi emergenti (Cina in testa) dall’altro lato, sembra che i prezzi del settore oil siano destinati a crescere ancora per un pò. Bisogna comunque osservare che il mercato sta sviluppando sempre di più una relativa resistenza agli shock nel settore, tanto che le recenti crisi impattano sempre meno sulla situazione globale dei mercati.
peaceonline
12 apr 2006 - 12:02 - #1Mi sa che no è una buona mattinata per Eni ;-)
segnalo:
Finanzaonline.com - 12/04/2006 11:55 - Le Autorità per l’energia elettrica e il gas italiana e l’omologa austriaca hanno reso noto di avere segnalato congiuntamente a Trans Austria Gasleitungs (Tag, il gasdotto che trasporta gas dalla Russia all’Italia attraverso l’Austria), società controllata da Eni, alcune criticità e difformità rispetto alle regole comunitarie, delle modalità con cui la Tag ha assegnato, nello scorso gennaio, una nuova capacità di trasporto da 3,2 miliardi di metri cubi all’anno, che sarà resa disponibile per importazioni a partire dal mese di ottobre 2008.
eusebio
12 apr 2006 - 16:36 - #2MILANO, 12 aprile (Reuters) - Il secondo produttore europeo di semiconduttori STMicroelectronics (STM.MI) (STM.PAR) rappresenta il maggiore investimento nel portafoglio azionario di Julius Baer che vede anche un aumento del sovrappeso su Eni
(ENI.MI) insieme a un ritorno a benchmark sui petroliferi.
“STMicro è il maggiore overweight del fondo”, ha detto a Reuters Reto Stiffler, senior portfolio manager del fondo Julius Baer Europe Leading. “Eni è uno degli energetici più a buon
mercato in Europa”, ha aggiunto.
Il gruppo del cane a sei zampe ha puntato tutto sugli investimenti, “con ritorni sui nuovi progetti del 15%”, ha spiegato il gestore. Settimana scorsa, sulla ripresa della corsa del petrolio, Stiffler ha aumentato a “neutral” il peso del settore. Brent e greggio leggero statunitense sono infatti reduci dai nuovi massimi, rispettivamente a 69,71 e a 69,17 dollari.
STMicro per il gestore è un titolo sottovalutato perchè, a differenza di quanto pensa il mercato, i suoi margini sono destinati a salire.
“Il fattore più importante per me è che l’anno scorso ST aveva 700 brevetti quindi i margini cresceranno”, ha detto Stiffler.
“Il rapporto book-to-bill del settore è globalmente in crescita, segnalando un incremento degli ordini, e storicamente ogni qualvolta questo accade il titolo si apprezza fortemente”, ha aggiunto. Il “book-to-bill” esprime il rapporto fra ordini acquisiti in un determinato periodo e ordini fatturati.
peaceonline
12 apr 2006 - 17:07 - #3Scusami caro Eusebio, ma perché mi parli ora di STM? Con tanta simpatia per Pistorio (e per le intuizioni di Baer) si parlava di petrolio. Su Eni si vedrà… dopo fusioni&acquisizioni&aumenti di capitale&concorrenza…
Intanto beccati questa agenzia che dà ragione a riva quando parla di Cina e domanda nel settore.
Nel 2006 il consumo mondiale di petrolio arrivera’ a quota 85,1 milioni di barili al giorno, registrando un balzo in avanti dell’1,8% in piu’ del 2004. A trainare la domanda il gigante Cina (+5,5%) ma anche il Medio Oriente (+5,2%) e la Russia con i suoi ex satelliti (+3,5). La previsione e’ contenuta nel Bollettino mensile dell’Agenzia Internazionale dell’energia diffuso oggi. Il forte aumento delle quotazioni tornate nuovamente sui 70 dollari al barile dai primi di aprile, si spiega con l’ondata di attacchi terroristici in Nigeria, la crisi per il nucleare in Iran e i forti prezzi della benzina, osserva l’Aie. Per adesso la domanda globale e’ stimata in calo da 1,49 a 1,49 milioni di barili ma l’Agenzia di Parigi non esclude un aumento della domanda di 1,6 milioni di barili al giorno nel secondo trimestre per effetto di una ripresa dell’attivita’ di raffinazione. Nel 2004 la domanda di petrolio si e’ attestata a 82,5 milioni di barili al giorno, saliti a 83,6 nel 2005. Nel primo trimestre di quest’anno, il fabbisogno e’ stato di 85,2 milioni di barili al giorno ma nel secondo e nel terzo trimestre i consumi dovrebbero scendere rispettivamente a 83,7 e 84,8 milioni di barili per poi tornare a crescere a 86,5 nell’ultimo trimestre. Il rapporto conferma che il mercato energetico cinese sta ”rapidamente tornando in equilibrio” a causa dei prezzi relativamente elevati dell’olio combustibile per la generazione elettrica che ne ha diminuito la domanda.