Il Brent, il greggio che è il riferimento per il mercato europeo, ha superato per la prima volta la soglia dei 70 dollari al barile al mercato di Londra. Ovviamente il rialzo dei prezzi petroliferi è una conseguenza delle crisi geopolitiche che si stanno sviluppando sul pianeta, prima tra tutte quella legata allo sviluppo del programma nucleare Iraniano. La visita a Teheran di Mohamed ElBaradei. il capo dell’Agenzia per l’energia atomica, non ha sortito per il momento effetti di rilievo, con Teheran che pare determinata nel portare avanti il proprio piano di arricchimento dell’uranio mentre gli Stati Uniti minacciano l’uso della forza se tale piano non verrà interrotto. Se si dovesse arrivare ad una rottura definitiva con l’Iran vi sarebbe un rischio elevato di compromettere le forniture di greggio da parte del quarto Paese fornitore di petrolio. Come detto il Brent con consegna a giugno ha superato quota 70, raggiungendo un picco di 70,20 dollari al barile, poi in parte rientrato. Ieri al Nymex, i prezzi avevano toccato i massimi da sette mesi a 69,60 dollari al barile, il valore più elevato dallo scorso 2 settembre, un valore avvicinato anche oggi.
Ma anche ipotizzando un allentamento delle tensioni in Iran i prezzi del greggio potrebbero rimanere elevati: l’avvicinarsi della stagione estiva fa aumentare le preoccupazioni per una crescita della domanda di carburanti, soprattutto negli Stati Uniti e soprattutto di benzina. Nelle ultime sei settimane le scorte di benzina negli States hanno messo in evidenza un calo del 7,9% a 207,9 milioni di barili.
I mercati trovano quindi terreno fertile per la speculazione, e la cavalcano abilmente. Tanto che le previsioni catastrofiche che circolavano nell’ultima parte del 2005, di un petrolio a quota 100, non sono alla luce degli ultimi sviluppi più così incredibili. A nostro avviso la possibilità che questi livelli vengano testati nel corso dei prossimi mesi sono elevate. Per gli investitori italiani continuare ad insistere con titoli come Saipem, Eni o Snam Rete Gas potrebbe essere quindi una scelta giusta.
Del resto per chi segue i grafici i segnali sono chiari: l’indice Eurostoxx relativo al settore dell’energia viaggia ormai dall’agosto del 2005 al di sopra dei precedenti massimi storici del 2000 (che invece l’indice generale di borsa deve ancora raggiungere). E non solo: la lunga fase laterale disegnata a partire dal top di settembre 2005 ha tutti i connotati di un triangolo, quindi di una figura di continuazione che potrebbe rappresentare solo una pausa del trend rialzista precedente. Oltre quota 445 vi sarebbe un forte segnale di ripresa, obiettivo a 500 punti circa (almeno un altro 10% di margine di apprezzamento). Gli investitori domestici potrebbero quindi seguire l’andamento di questo indice per decidere il timing giusto di intervento sui titoli sopra menzionati. Oltre quota 445 sarebbe il momento di comprare.
