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Europa a tutto gas. Gazprom, Gas Natural, Asm e Acea: un mucchio di partite incrociate

Pubblicato: 21 apr 2006 da Ferry Boat

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Francesco Clò, docente di Economia Industriale all’Università di Bologna, in un’intervista rilasciata oggi all’agenzia stampa Apcom ha richiamato l’attenzione sulla situazione del gas in Italia per evitare il ripetersi delle emergenze dello scorso inverno.

“La crisi passata è stata causata più che dalla riduzione di gas in arrivo dalla Russia, dalla maggiore domanda interna. Per questo il prossimo Esecutivo – ha sottolineato Clò - dovrà fare attenzione alle scorte, fare il punto sullo stato dell’arte e vedere se sono necessari interventi adottandoli per tempo e non troppo tardi come quelli dello scorso anno”.

Ieri Aleksej Miller, numero uno del colosso russo Gazprom, aveva accusato l’Ue di chiusura dei mercati alla sua società e minacciato di rivendere il gas su altri mercati.

Clò ha evidenziato la necessità di una risposta comune dei 25 alla politica espansionistica della società russa. Sarebbe utile una presa di posizione unitaria “soprattutto per un paese come l’Italia che dipende per il 60% dalle importazioni russe e algerine”.

Intanto altre novità sul fronte del gas si sono avute in Europa e in Italia. Il tribunale supremo spagnolo ha oggi sospeso temporaneamente l’autorizzazione del governo all’Opa della francese Gas Natural sulla spagnola Endesa che ha in Italia legami con Asm Brescia (Asm possiede una quota del 20% di Endesa Italia).

Ieri invece Acea Gas ha presentato un esposto contro Edf perché, avendo portato a termine un’Opa su Edison ha indirettamente acquisito il controllo su una quota superiore al 30% di Edipower, una delle costole nate da Enel. Essendo Edf una società controllata dallo stato francese, la circostanza viola il decreto che impone la soglia del 30% delle partecipazioni pubbliche nelle Genco, come erano chiamati ex asset di Enel.

Come riportato oggi in un articolo sul Sole 24 Ore di Domenico Lusi Andrea Mangoni, a.d. di Acea Gas ha dichiarato: “Per crescere nella generazione di energia senza infrangere la legge abbiamo dovuto limitare al 15% la partecipazione in Tirreno Power (una delle tre Genco in questione)”. Se il ricorso andasse a buon fine gli assetti del settore nel nostro paese potrebbero cambiare ancora.

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