È ufficiale: le nozze fra Autostrade e Abertis si celebreranno a breve. Nascerà così il leader mondiale nella gestione delle infrastrutture, un colosso da 6 miliardi di euro di ricavi e 3,8 miliardi di EBITDA nel 2005. Il comunicato con i dettagli dell’operazione è stato diffuso ieri mattina dal gruppo italiano. L’operazione definita come “merger of equals” prevede in realtà una fusione per incorporazione di Autostrade in Abertis con un concambio di un’azione di Autostrade per ogni azione del nuovo gruppo e lo stacco, per gli azionisti che non eserciteranno il diritto di recesso, di un dividendo straordinario di 3,75 euro per azione.
La notizia era già stata anticipata dai giornali nel week end e ha portato il titolo spagnolo di Abertis ad essere sospeso (temporaneamente) dalle contrattazioni alla borsa di Madrid. Autostrade invece, nel giorno dello stacco della cedola da 0,31 euro per azione, ha aperto la giornata a piazza Affari con un rialzo superiore al 9%. La sospensione del titolo Abertis sulla piazza spagnola è dovuta a un intervento della Cnmv (il corrispettivo della nostra Consob). Come mai due comportamenti diversi in un mercato che dovrebbe essere ormai paneuropeo? Qualche difetto di comunicazione?
Sembra comunque che gli investitori gradiscano il nuovo piano che prevede una quotazione del nuovo gruppo Abertis sia a Madrid che a Milano e investimenti da 15 miliardi di euro di cui 11 in Italia.
Post fusione, i principali azionisti di Abertis saranno Schemaventotto (24,9%), azionista di maggioranza relativa del nuovo gruppo e attuale holding di controllo di Autostrade che fa capo alla famiglia Benetton, ACS (12,5%) e il Grupo ”la Caixa” (11,7%).Un effetto secondario del rimescolamento azionario avviato dalla fusione sarà un quota del 4% a Mediolanum e Generali che attraverso le loro partecipazioni di Schemaventotto diventeranno azionisti della nuova Abertis. La sede centrale del nuovo gestore sarà a Barcellona, ma rimarranno operativi gli uffici romani di Autostrade e un polo tecnologico a Firenze. Il nuovo a.d. del gruppo sarà Salvador Alemany Mas, attuale amministratore delegato di Abertis già noto per il ruolo avuto nella conquista della francese Sanef.
La nuova società, operando il Spagna, Francia, Italia e forse in futuro in Polonia, potrà ricevere un impatto minore dalle decisioni politiche in merito alle tariffe autostradali. Ciò potrebbe rappresentare un notevole vantaggio per gli investitori.
Il nuovo operatore gestirà più di 6.700 chilometri di autostrade, ma ha già suscitato qualche perplessità nei commentatori. Stamane Pierlugi Bersani, ex ministro dell’Industria sotto i governi Prodi e D’Alema, lamentava in un’intervista al quotidiano Il Messaggero una tardiva informazione ai membri del prossimo Esecutivo.
Tale comunicazione sarebbe stata importante per il peso dello Stato italiano nel business di Autostrade tramite la definizione delle tariffe. Anche il ruolo strategico del gruppo guidato dai Benetton avrebbe un impatto non solo economico, ma anche politico sul Belpaese. Senza considerare che gli interventi statali nel processo di privatizzazione meritavano forse qualche riguardo in più.
Le perplessità hanno pure lasciato spazio a qualche commento positivo. Stamane sul Corriere della Sera un editoriale dell’economista Francesco Giavazzi poneva l’accento sulla possibilità di avviare un serio programma di svecchiamento dell’ex ente pubblico e finalmente di mettere in moto un meccanismo che era apparso poco innovativo e dinamico dai tempi della privatizzazione. Se si pensa alla quantità di cantieri mai aperti o terminati che costellano il mondo delle infrastrutture italiane diventa difficile dare torto a Giavazzi. E pazienza se adesso i nostri caselli parleranno spagnolo.
VamosaBarcellona
24 apr 2006 - 11:36 - #1Abertis ha ripreso le contrattazioni e guadagna quasi l’1%. La Cnmv (la Consob spagnola) ha revocato la sospensione del titolo che tocca quota 20,94 euro seguendo da lontano la crescita della societa’ italiana alla Borsa di Milano dove quota 24,6 euro. Tra i soci forti di Abertis, il colosso delle costruzioni Acs sale del 2,32%, mentre l’istituto di credito La Caixa non e’ quotato.
Va meglio in Italia dove sale notevolmente Autogrill legata a doppia mandata con Autostrade grazie a una cintura firmata Benetton.
shark
24 apr 2006 - 13:49 - #2quindi il principale azionista del nuovo gruppo sarebbe la famiglia BENETTON? di conseguenza, il nostro casello potra anche parlare spagnolo ma avrà comunque i genitori italiani. e poi, pensate che questo nuovo gruppo sia anche segno di un espansione da parte di autogril sulle autostrade franco-spagnole?
VamosaBarcellona
24 apr 2006 - 14:13 - #3Secondo me molti politici temono che Benetton stia in realtà vendendo, tanto che Gros-Pietro si è precipitato a dire che “non è una vendita mascherata”. Gamberale (neo disoccupato eccellente?) ha invece spiegato che la sede è a Barcellona per vantaggi fiscali. Una espansione collaterale nel settore distribuzione per me è probabile visto che, già l’estate scorsa, Autogrill si era mossa su quello scacchiere… a me basterebbe accorgermi che i Benetton non hanno più le mani libere come prima e sono costretti a fare qualcosa di più che lucrare sulle tariffe.
pollicino
24 apr 2006 - 15:54 - #4Eh no. Vito Gamberale sarà vicepresidente, per quetso parla ininterrottamente da 24 ore di autostrade nel Nord Europa, di privatizzazioni di aeroporti e di reti digitali… speriamo almeno che faccia una sosta all’Autogrill :-O
shark
24 apr 2006 - 16:43 - #5si puo dire che:
ABERTIS sta alla SPAGNA come LAMBORGHINI sta all’ITALIA?
ovvere, anno sedi in una data nazione (il che fa sembrare che vi appartenghino) ma i proprietari sono di tutt’altro paese, di conseguenza dite che abertis è da considerare italiana visto che i principali azionisti sono la famiglia BENETTON.
Rockfeller
24 apr 2006 - 19:21 - #6i finanzieri italiani si riempiono il portafogli fino a scoppiare in italia,che è facile,e poi con tutta quella liquidità si comprano le società europee e americane,e magari iniziano anche a proporre prodotti e servizi decenti ad un prezzo serio. bestie da soma siamo.