Continuano le perplessità sull’operazione Autostrade-Abertis: Ubs ha ridotto il rating su Autostrade da “buy” a “neutral”. Il progetto di fusione che tanto sta facendo discutere non ha però comportato una uguale misura sull’”acquirente” Abertis che ha invece visto alzare su di sé il giudizio del broker da “reduce” a “neutral”.
Ancora una volta a suscitare perplessità è la posizione finanziaria della società nascitura. Su essa peserà soprattutto la distribuzione del dividendo straordinario da 3,75 euro per gli azionisti di Autostrade che genererà debito totale per quasi 22 miliardi di euro.
Da questo punto di vista bisogna almeno sottolineare che questo dividendo della discordia ha generato l’innalzamento del target price di Autostrade a 26, 1 euro da parte della stessa Ubs.
Intanto si attende l’incontro con Anas che, scoperta la cosa dalla stampa, ha convocato entro il fine settimana una riunione col management di Autostrade. Peraltro la stessa Anas è la società addetta ai contestati controlli sulle infrastrutture non realizzate dal gruppo controllato dai Benetton. Che gli dirà? “Non mollateci adesso”?
Gli analisti temono anche che il nuovo leader europeo possa avviare una nuova stagione di acquisizioni su scala continentale compromettendo ulteriormente la propria situazione finanziaria. Dubbi permangono sulla quota del 13,3% che Abertis ha in Schemaventotto, la holding che controlla Autostrade e fa capo alla famiglia Benetton.
Mediobanca e Generali sono fra le più gettonate per l’acquisto di questa quota o di una sua parte. Ciò potrebbe dare un nuovo vantaggio “proprietario” agli italiani. I nuovi equilibri faranno comunque permanere le incertezze sulla corporate governance che rischia di essere “troppo equilibrata” fra i rappresentanti dei due gruppi.