Profumo dice no. Stamane ai microfoni di Radio 24 l’amministratore delegato di Unicredit, ormai celebre dopo l’acquisto di Hvb in Germania, ha detto che sul mercato italiano per la sua banca non vede grandi occasioni. Fra i motivi di questo sguardo oltre confine anche il fatto che oggi “l’Italia è il Paese che cresce meno a livello europeo”. Per questo Profumo ha aggiunto “Preferiamo giocare su altri campi”.
Lo spunto per la domanda su eventuali mire nazionali era venuto dall’ennesima puntata del tormentone sulla fusione fra Intesa e Capitalia.
Ieri Abn Amro, azionista di rilievo di Capitalia e possibile cacciatrice, ha dichiarato di voler difendere “l’indipendenza e l’autonomia della banca” e lo stesso presidente Rijkman Groenink ha sottolineato che: “Se il board di Capitalia ci presentasse un piano industriale, noi lo valuteremmo”.L’ultima volta che aveva detto così passò un mese e mezzo e scattò l’Opa su Antonveneta. E mentre si fa più teso il braccio di ferro fra Intesa e gli olandesi per Capitalia, a noi viene spontanea una riflessione amara. Sarà pure il gioco della globalizzazione, ma pare curioso che di occasioni nel nostro Paese gli stranieri ne trovino a bizzeffe, mentre noi cerchiamo gli affari solo all’estero.
cesare
28 apr 2006 - 12:51 - #1Infatti Unicredit per ora non si muove in Italia perchè sa che le sue prede ci sono e se le può prendere quando vuole, mentre ora è importante crescere in altri mercati(le repubbliche Baltiche possono essere la nuova destinazione?).
ma quali sono le prede italiane di Unicredit? penso Credem prima e BancaDesio seconda.