
Cercasi disperatamente soluzione per il debito di Magiste. Si moltiplicano in questi giorni gli incontri fra magistratura e parti che cercano di trovare il bandolo della matassa Magiste-Bpi-Rcs. Ieri Divo Gronchi, a.d. della Banca popolare italiana, ha incontrato i magistrati romani e subito dopo ha tenuto un colloquio con Vittorio Ripa di Meana, l’uomo che coordina i rappresentanti legali della Magiste di Stefano Ricucci.
Già sui giornali di oggi diverse indiscrezioni e ipotesi si sono susseguite sulla risoluzione del caso. La più gettonata è quella secondo la quale i Pm sarebbero pronti a richiedere il fallimento della holding dell’immobiliarista per salvaguardare gli interessi degli azionisti, fra cui compare anche l’Erario, cui il gruppo dovrebbe un centinaio di milioni.
Rimane in ballo anche quel 14,1% del Corriere della Sera che è in pegno alla ex lodigiana per un debito da 700 milioni circa. L’assemblea del gruppo Rcs ha intanto approvato l’operazione di buy back che mira a rafforzare il controllo sulla società da parte dei suoi azionisti. È però, allo stato dei fatti, escluso l’acquisto delle quote incriminate con cui il “furbetto” di Zagarolo mirava a scalare il Corriere della Sera. “Credo che quelli per il buy back siano acquisti sul mercato”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Rcs Vittorio Colao.
Intanto a Roma ha fatto una capatina anche Francesco Greco il giudice della procura di Milano che coordina le indagini sul tentativo di scalata alla Banca Antonveneta da parte della banca lodigiana guidata fino a poco prima del suo arresto da Gianpiero Fiorani.